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The Italian Sea Group, terminato l’incontro in prefettura: “Dall’azienda rassicurazioni ma situazione resta complicata”

“L’azienda ha dato rassicurazioni sugli stipendi e livelli occupazionali. Anche se la situazione rimane complicata”. È quanto emerso, stando a quanto dicono dai sindacati, dall’atteso incontro in prefettura avvenuto nel tardo pomeriggio di oggi, 12 marzo, tra parti Rappresentazione sindacale unitaria (Rsu), delegati di Fiom Cgil, Fim Cisl, Uilm, sindaca di Carrara, Autorità di sistema portuale e proprietà del The Italian Sea Group, con presenza anche del patron Giovanni Costantino.

Il nodo del contendere era, come avevano sottolineato i sindacati, sia “l’arretrato coi pagamenti di fondo pensione e sanitario dei dipendenti e i lavoratori in appalto e sub-appalto” del cantiere che il futuro stesso della società che controlla brand come Admiral, Tecnomar, Perini Navi, Picchiotti.

Dopo aver illustrato le motivazioni che hanno portato all’attuale crisi in cui sarebbe stato evidenziato come le cause sarebbero riconducibili secondo l’azienda a una condotta inadeguata di alcuni dirigenti, la proprietà “ha espresso forte preoccupazione per la fase che l’azienda sta attraversando – spiega Bruno Casotti della fim-cisl Toscana Nord – e comunicato che entro la fine del mese corrente o al più tardi entro la metà del mese di aprile verrà presentato un piano industriale e finanziario che sarà condiviso in via prioritaria con le organizzazioni sindacali”.

Non sono le uniche novità emerse dal confronto. “L’azienda ha pagato gli stipendi, saldato tfr ai fondi pensioni e sistemato Metasalute – spiega Giacomo Saisi della Uilm Massa Versilia – Costantino ha detto che continuerà a lavorare e garantito lavoro sia a ditte in appalto che ai 700 lavoratori di Tisg, compreso anche il sito La Spezia. È stato garantito che gli stipendi verranno pagati regolarmente da qui in poi, che il mese di marzo verrà utilizzato per ricontrattare prezzi e debito con ditte in appalto e nel mese di aprile dovrebbe ripartire la produzione. Ci sarà anche da ricontrattare i prezzi con gli armatori per le imbarcazioni dentro al cantiere ma le prospettive che ci ha dato a voce sono rassicuranti anche se la situazione resta complicata. C’è debito, che non sappiamo di quanto sia ma probabilmente è alto. Quindi va risanato e ci vorranno dei tempi. Sicuramente non vogliono aprire la cassa integrazione”.

La cassa integrazione l’hanno invece aperta alcune aziende dell’indotto dove ci sono fornitori anche monocommittenti. Le ultime voci su di un interessamento del gruppo tedesco Lürssen e quelle di Leonardo Maria Del Vecchio di Luxottica, oltre all’iniezione di liquidità di 25 milioni di euro dei mesi scorsi, avevano fatto presagire una possibile cessione di Tisg.

“Della cessione al tavolo non ne abbiamo parlato – ammette Saisi – abbiamo provato a forzare la mano per capire se era previsto un concordato e ci hanno detto di no. Ma probabilmente al tavolo non è stato detto tutto ma tutto quello che potevano dirci”.

Per la giornata di domani, 13 marzo, è stata convocata un’assemblea sindacale che vedrà la partecipazione di Rsu e dipendenti insieme ai referenti dei sindacati “per le valutazioni sui prossimi passi da intraprendere” come ha precisato Casotti. Il 30 marzo prossimo dovrebbe avvenire il prossimo incontro con la proprietà.


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