“Ti taglio la gola”, Massimo Remorini condannato a sei mesi per minacce a Cecchino Tureddi

VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Condanna a 6 mesi e pagamento delle spese legali per Massimo Remorini, difeso dall’avvocato Massimo Landi, questa mattina al Tribunale di Lucca, accusato di minacce di morte nei confronti di “Cecchino” Tureddi.

“Ti taglio la gola”.  Il gesto choc, con tanto di mano sul collo, inequivocabile, come una frase, fu fatto da Massimo Remorini, lo “zio”, in aula in corte d’Assise, durante il processo relativo alle donne scomparse, Velia Carmazzi e sua madre Maddalena Semeraro, subito dopo la deposizione del teste chiave, Francesco Tureddi.

Il processo di oggi, ha visto, in ruoli e parti contrapposte, Massimo Remorini, attualmente detenuto presso il carcere di Sollicciano e condannato con sentenza definitiva della Cassazione a 38 anni per omicidio, occultamento e distruzione di cadaver, e altri reati, nella vicenda delle donne scomparse dal campo di Torre del Lago, che tanto clamore mediatico provocò all’epoca dei fatti, tanto che del caso,  in numerose puntate, si occupò persino la popolare trasmissione di Rai 3 “Chi l’ha visto?”.  I cadaveri delle due donne, peraltro, non sono mai stati rinvenuti, e Francesco Tureddi, meglio conosciuto come ‘Cecchino’, allora teste chiave nell’accusa contro lo stesso Remorini, accusato per la stessa vicenda di favoreggiamento ed altri reati minori, all’esito del processo fu prosciolto completamente da tutte le imputazioni nei propri confronti.

Stavolta Remorini, è andato alla sbarra, chiamato a rispondere di minaccia aggravata nei confronti dello stesso Tureddi,  compiuta al termine di una delle tante drammatiche udienze che caratterizzarono quel processo celebrato di fronte alla Corte d’Assise di Lucca, presidente il giudice dottor Billet.

‘Cecchino’ Tureddi si è trovato, quindi, ancora una volta, nella veste di gran testimone ed accusatore dell’ex-amico, nonchè guardiano del campo dove le anziane donne erano state tenute segregate, unitamente ad una guardia penitenziaria in servizio al carcere San Giorgio di Lucca, chiamato a deporre sulla circostanza.

Tureddi, che attualmente risiede in Lucchesia, in una localita’ riservata per comprensibili ragioni di sicurezza, nell’occasione è stato accompagnato dal proprio legale di fiducia, l’avvocato viareggino Aldo Lasagna.

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