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Titolo: Aeroporto di Firenze, nuovo problema: se serve il parere Ue, rischio ritardi

Dense nubi si addensano sull’ampliamento dell’aeroporto di Peretola a Firenze. Nel testo della Valutazione d’impatto ambientale (Via) licenziato dal governo compare infatti la richiesta di un passaggio alla Commissione europea: un dettaglio tutt’altro che marginale, perché potrebbe tradursi in un ritardo fino a 22 mesi. Nonostante questo, il presidente della Regione Toscana mostra ottimismo sull’evoluzione dell’iter.
La normativa prevede che le aree tutelate dal punto di vista naturalistico, comprese nei siti Natura 2000 della Piana, siano intoccabili, salvo che eventuali progetti in grado di impattare su di esse prevedano opere compensative adeguate e motivi imperativi di interesse pubblico. In questi casi le misure devono essere notificate alla Commissione europea. Se però nelle aree interessate sono presenti habitat di specie animali considerati prioritari sotto il profilo naturalistico, allora Bruxelles è chiamata a esprimere un parere vincolante.
Ed è proprio questo il punto critico: il ministero, autorizzando la Via di Peretola, non parla di una semplice notifica ma di un vero e proprio parere. Una differenza sostanziale che cambia lo scenario per Toscana Aeroporti, la società che gestisce gli scali di Firenze e Pisa. Il parere vincolante della Commissione europea, in casi analoghi, richiede mediamente circa 22 mesi. Con un’ulteriore incognita: l’esito finale, che dovrà comunque essere positivo per consentire di proseguire.
Restano inoltre le variabili economiche. Un eventuale allungamento dei tempi rischierebbe di incidere sui costi complessivi dell’opera e sulla programmazione degli interventi previsti dal masterplan, tra cui la pista declinata da 2.400 metri.
Secondo il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani “probabilmente non ci sarà bisogno del passaggio con l’Europa perché il ministero si è reso conto che aveva messo un gravame che era eccessivo e ulteriore, e quindi in questo caso può darsi si possa prevedere un iter meno forte”. Una posizione che lascia spazio alla possibilità di un percorso amministrativo meno complesso, ma che al momento non elimina del tutto l’incertezza.
La vicenda dell’aeroporto di Firenze si conferma così una storia complessa e ancora aperta. Nel frattempo altri scali italiani continuano a rafforzare il proprio ruolo strategico. Tra questi l’aeroporto di Bologna, sempre più punto di riferimento per chi vive nell’Italia centrale e deve viaggiare in aereo. Uno scenario che rischia di penalizzare la Toscana, regione di primo piano che attende da anni una soluzione definitiva per il futuro di Peretola.


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