Torre del Lago “red”, un nonno con nipoti si imbatte in una scena hard: “Mai avuto tanto imbarazzo”

TORRE DEL LAGO -( di Letizia Tassinari ) – Torre del Lago città della prostituzione, e non solo di Giacomo Puccini, del Gran Teatro sul Lago e dell’opera. Che il sesso a pagamento sia una florida attività è noto. Ce n’è per tutti i gusti, dalla lucciola “tradizionale”, alle trans, ai marchettari. Poco importa alla gente di chi batte nel suo appartamento, privatamente, ma sulla pubblica via è sempre motivo di “scandalo”.  “Sono qui da qualche giorno, per trascorrere il ponte del 2 giugno con la famiglia, e oggi, camminando sul viale Kennedy, in direzione mare, con i miei due nipotini, il maschietto di 8 anni e la femmina di 10 e mezzo, ne ho incrociate almeno tre sul marciapiede che costeggia la pineta lato nord, che dire vestite è un eufemismo, visto che erano praticamente nude, e le domande dei bambini ve le lascio immaginare”. E’ un nonno pistoiese a raccontare a TGregione.it la sua “disavventura”. “Una era italiana – prosegue -, stava parlando con un anziano che si era fermato, e stava contrattando il prezzo. Le altre due erano trans, una con una parrucca rossa e l’altra bionda. Mi sono detto, forse è meglio una passeggiata in Pineta, invece che proseguire, e ho imboccato un viale sterrato sperando di far ammirare ai nipoti la meraviglia della natura”. “Non l’avessi mai fatto – esclama il nonno -: “Ci siamo imbattutti in una coppia, cliente – prostituta,  che a due passi dalla strada stavano tranquillamente consumando un rapporto sessuale: lui era con i pantaloni abbassati, lei, a seno di fuori, stava scartando un preservativo. E i bimbi hanno visto tutto. Non mi era mai capitato di avere tanto imbarazzo, e sono tornato al camping. Domani ripartiamo e torniamo a casa, ma una cosa è certa: qui in vacanza non ci torniamo di certo”. Il mestiere più antico del mondo non conosce crisi. E a Torre del Lago la presenza delle “donnine” è aumentata: alcune, non più giovanissime, si vendono anche per pochi euro. “Basterebbe riaprire le case chiuse – afferma il nonno. E come non dargli ragione? Più pulizia, più igiene, più sicurezza e meno “indecenza” agli occhi di chi, in questo caso minori, non merita certo di vedere certe scene.

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