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Toscana a due velocità, Confcooperative: “A rischio la coesione sociale”

“Se non riduciamo il divario tra aree urbane che crescono e aree interne che si svuotano, è a rischio il modello di coesione sociale che ha storicamente caratterizzato la Toscana”. È l’allarme lanciato da Alberto Grilli, presidente di Confcooperative Toscana, intervenendo alla tavola rotonda “I destini dell’economia toscana all’interno del panorama nazionale”, promossa dalla Cisl Toscana a Firenze.
Al centro dell’intervento il tema di una “Toscana a due velocità”: da un lato i centri urbani della fascia centrale della regione, forti, attrattivi e dinamici; dall’altro i territori interni che continuano a perdere popolazione, servizi essenziali e opportunità economiche. Una frattura che, secondo Grilli, non riguarda soltanto la crescita economica ma investe direttamente la tenuta sociale e il principio di uguaglianza tra cittadini.
“Non è solo un problema di sviluppo – ha spiegato – ma un tema di coesione e di equità. Quando intere aree si svuotano e vedono ridursi servizi fondamentali come sanità, scuola e trasporti, si crea una distanza che rischia di diventare strutturale”. Un fenomeno che incide sulla qualità della vita, sulla competitività dei territori e sulla capacità di attrarre investimenti e nuove generazioni.
Nel suo intervento, il presidente di Confcooperative Toscana ha poi acceso i riflettori anche sul divario di genere nel mondo del lavoro. “Le donne continuano a scontare gap salariali, ostacoli nelle carriere e penalizzazioni che si riflettono anche sulle pensioni – ha sottolineato –. Ridurre queste disuguaglianze non è solo una questione di diritti, ma una condizione essenziale per rafforzare la coesione sociale e la sostenibilità del sistema economico”.
Il superamento delle disparità territoriali e di genere viene indicato come una priorità strategica per il futuro della regione. Per Grilli, servono politiche mirate, investimenti nei servizi e nel lavoro di qualità, oltre a un impegno condiviso tra istituzioni, imprese e parti sociali per evitare che la Toscana perda quella coesione che ne ha storicamente rappresentato uno dei punti di forza.

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