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Toscana, adottato il nuovo Piano Faunistico Venatorio: tutela della fauna e gestione sostenibile del territorio

La Regione Toscana compie un nuovo passo nella gestione della fauna selvatica e dell’attività venatoria. La Giunta regionale ha infatti adottato il nuovo Piano Faunistico Venatorio con la delibera numero 666 del 25 maggio 2026, uno strumento strategico che definisce le linee guida per la tutela della biodiversità, la conservazione degli equilibri ecologici e la regolamentazione dell’attività di caccia sul territorio regionale.

I contenuti del piano sono stati illustrati questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati dal presidente della Regione Toscana Eugenio Giani e dal sottosegretario alla Presidenza Bernard Dika.

Secondo il presidente Eugenio Giani, il nuovo Piano Faunistico Venatorio rappresenta un modello di equilibrio tra esigenze ambientali e gestione del territorio.

“Il nuovo Piano Faunistico Venatorio rappresenta un esempio concreto di equilibrio tra tutela dell’ambiente, gestione responsabile della fauna selvatica e regolamentazione dell’attività venatoria”, ha dichiarato Giani. “Abbiamo costruito uno strumento che integra conoscenze scientifiche, esigenze territoriali e contributi emersi durante un ampio percorso partecipativo”.

Il governatore ha evidenziato come la suddivisione del territorio in comprensori omogenei e la definizione delle aree vocate e non vocate per gli ungulati consentano una gestione più efficace e sostenibile delle risorse faunistiche.

L’adozione del nuovo Piano arriva al termine di un lungo percorso iniziato nel 2025 con il primo passaggio in Giunta e in Consiglio regionale. Successivamente è stata avviata una fase partecipativa che ha coinvolto cittadini, associazioni di categoria, enti locali e portatori di interesse attraverso incontri organizzati in tutto il territorio toscano.

Le osservazioni raccolte durante il confronto pubblico sono state integrate nel documento finale, contribuendo alla definizione delle scelte strategiche e gestionali.
Il Piano Faunistico Venatorio organizza il territorio regionale in comprensori omogenei e individua la localizzazione degli istituti faunistici, delle aree di protezione e delle zone dedicate alla gestione della fauna selvatica.

Tra gli strumenti previsti figurano le oasi di protezione lungo le rotte migratorie, le zone di ripopolamento e cattura, i centri di riproduzione della fauna, le aziende faunistico-venatorie e agrituristico-venatorie, le aree di addestramento cani e le aree protette.

Particolare attenzione viene inoltre riservata alla sicurezza, alla formazione degli operatori e al potenziamento dei servizi informatici dedicati alla gestione dell’attività venatoria.

Un contributo importante alla definizione del Piano è arrivato anche dal NURV, il Nucleo Unificato Regionale di Valutazione e Verifica degli Investimenti Pubblici, che ha espresso il proprio parere obbligatorio attestando la conformità del documento alla normativa ambientale vigente e la coerenza con le politiche regionali.

Con l’adozione del nuovo Piano Faunistico Venatorio, la Toscana punta così a rafforzare la tutela della fauna selvatica, garantendo al tempo stesso una gestione sostenibile del territorio e delle attività che lo caratterizzano.

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