Toscana al sesto posto in Italia per casi di suicidio

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FIRENZE (di Marta Del Nero) – Ogni giorno nel mondo si contano 3000 suicidi, 1 ogni due giorni in Italia, di cui 3 solo nell’ultima settimana a Carrara (63821 abitanti). Il tutto è iniziato giovedì scorso, quando una 41enne, di fronte alla prospettiva di perdere il posto di lavoro, ha compiuto il folle gesto di gettarsi sotto a un treno in corsa. Un’immensa tristezza si è riversata nell’immediato sull’intera città e sui social di amici e conoscenti: “Ti vogliamo ricordare così, col tuo più bel sorriso”, scrivono in molti, accompagnando il commento con immagini ritraenti la donna nella sua apparente serenità. Ma il dramma non era destinato a concludersi e nel corso della giornata di domenica si è consumata la tragedia per un giovane di 25 anni, lasciatosi cadere nel vuoto da un ponte nella zona della Pulcinacchia. A conclusione dell’infelice serie si pone il ritrovamento dell’ex muratore 57enne, assente da casa dal venerdì, datosi morte analoga al ragazzo, suo concittadino.

Gli episodi scioccanti che hanno avuto luogo a Carrara non sono però gli unici che, negli ultimi giorni, si sono presentati in Toscana, teatro del suicidio di un altro 41enne a Terricciola (Pisa) e di due tentativi nel Pisano e a Firenze, rispettivamente da parte di un uomo di 57 anni in difficoltà economiche e di un 22enne miracolosamente soccorso dalla Polizia Municipale dopo essere salito sulla spalletta di Ponte Vecchio, pronto a buttarsi nel fiume. A questi si aggiungono 3 suicidi avvenuti nel mese di Giugno nella sola Versilia. Tra le vittime anche una giovane Guardia Giurata di Torre del Lago Puccini.

Eventi allarmati che inducono alla riflessione, osservando soprattutto che almeno due tra le drammatiche vicende riportate hanno avuto come movente proprio un fattore economico. Secondo uno studio di Link Lab, il Laboratorio di Ricerca Socio-Economica dell’università degli studi Link Campus University, sarebbe infatti esponenzialmente aumentato il numero di suicidi in seguito alla perdita del posto di lavoro, portandosi dal 31,5%(2012) ad un inquietante 48%(2014).

Genere ed età anagrafica sembrerebbero influire sulla casistica che vede una netta maggioranza di uomini con un’età superiore ai 45 anni, mentre il livello di istruzione si presenta come inversamente proporzionale al fenomeno, con un numero più elevato di episodi tra i livelli medio-bassi. Anche il modus operandi scelto risulterebbe influenzato dal sesso, con metodologie più scenografiche per le donne e cruente per gli uomini. Nella pubblicazione del Link Lab è, inoltre, riportata una graduatoria nazionale a cui si pone tristemente in vetta il Veneto (17,5%) seguito da Campania(11,6%) e Lombardia (9,3), la Toscana si trova invece al sesto posto, affiancata dall’Emilia Romagna (5,9%).

I dati emersi non sono però rimasti inascoltati dalla Toscana, che prevede di estendere entro il 2015 uno sportello prevenzione suicidio, già in uso dal 2011, a tutte le zone del territorio. Si tratta di un’iniziativa innovativa, parte del progetto Montagna in Salute, frutto della sinergia organizzativa di Uncem, Asl, Sds e Regione. Obiettivo cardine è quello di intervenire su disagio sociale, isolamento, alcolismo e violenza: tutti fattori che possono avere come esito il ricorso al suicidio. Il numero verde 800 098 718 resta attivo tutti i giorni dalle 8 alle 20 con la presenza fissa di operatori del settore, quali counselor, psicologi e sociologi, impegnati in azioni di informazione e sostegno. Dalla sua apertura nel 2011 ad oggi lo sportello ha registrato circa 400 contatti; tutti hanno proseguito in seguito intraprendendo un percorso assistenziale.

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