In Toscana sono sempre più le famiglie a farsi carico degli anziani non autosufficienti. Secondo una ricerca della CISL, l’88% dei casi vede infatti il supporto diretto dei familiari, una percentuale in crescita rispetto a dieci anni fa, quando si attestava all’81%.
I dati, presentati a Firenze dalla Fnp-Cisl Toscana, fotografano una situazione complessa: su circa 85.600 over 65 non autosufficienti, oltre 70mila sono assistiti in ambito familiare, mentre solo una parte trova accoglienza nelle strutture residenziali.
L’impegno richiesto alle famiglie è sempre più gravoso, sia dal punto di vista economico che organizzativo ed emotivo. In un caso su cinque, infatti, l’anziano non è in grado di sostenere autonomamente i costi dell’assistenza. La spesa media si aggira intorno ai 1.200 euro mensili, con un aumento del 20% rispetto a dieci anni fa.
La ricerca evidenzia anche come il peso dell’assistenza ricada prevalentemente sulle donne – mogli, figlie, nuore – e come il coinvolgimento familiare sia spesso continuativo: nel 51,2% dei casi l’assistenza è costante, mentre il 37,4% dei familiari contribuisce economicamente.
Accanto al supporto familiare, resta significativo ma non sufficiente il ruolo del sistema pubblico, che raggiunge il 41,6% del campione. Tra gli interventi più diffusi figurano l’assistenza domiciliare, i contributi economici, i centri diurni e gli inserimenti temporanei. Tuttavia, oltre la metà degli intervistati (58,4%) non beneficia di alcun sostegno pubblico, spesso per difficoltà di accesso o carenza di informazioni.
Importante anche il contributo degli assistenti familiari: il 46,1% delle famiglie ricorre a badanti, per lo più conviventi. Più limitato invece il ricorso a operatori sociosanitari e infermieri privati.
La ricerca segnala inoltre una riduzione del supporto da parte del volontariato organizzato, mentre resta stabile – seppur occasionale – l’aiuto informale di amici, vicini e conoscenti.
Nel complesso emerge un sistema di assistenza sempre più sbilanciato sulle famiglie, con un progressivo arretramento dei servizi pubblici e un aumento dei costi. Un quadro che, secondo la Cisl, richiede una riflessione condivisa tra istituzioni, terzo settore e parti sociali per costruire risposte più efficaci e sostenibili.
Scopri di più da TGRegione.it
Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.



