Toscana: ‘divieto’ di inzuppare i cantuccini nel vinsanto

Cantuccini e vinsanto sono un binomio unico, che caratterizza come pochi la Toscana. Anche se i puristi del vino non l’hanno mai sopportato, considerandolo uno sfregio al buongusto, sono in molti a inzuppare i cantuccini nel vin santo: tradizione diffusa in Toscana e che, ormai da tempo, ha valicato i confini regionali. I Cantuccini sono biscotti secchi con le mandorle: è abitudine servirli con un particolare vino dolce, il vin santo appunto. L’abbinamento non è in discussione, ma la “zuppetta” invece sì.

Secondo gli esperti e i produttori di vino, si tratta di due elementi che sì vanno consumati insieme ma separati. Inzuppare il biscotto nel vino altera in qualche modo il vino stesso, altera quei profumi per ottenere i quali i produttori lavorano anni. E dunque c’è chi, proprio tra i produttori, si fa portavoce del “divieto di inzuppo”. Sì, da oggi c’è anche questo simbolo: il divieto di intingere il cantuccino nel vino. Ci ha pensato un’ azienda vinicola di Gaiole in Chianti, nel Senese, La Rocca di Montegrossi che ha messo in bella evidenza sull’etichetta il disegno di una lente di ingrandimento che mostra un bicchiere e un biscotto pronto per il tuffo alcolico sormontato da un divieto. Come a dire: prima di aprire la bottiglia, leggete attentamente le istruzioni. La Rocca di Montegrossi produce un vin santo dal Chianti classico. L’annuncio è arrivato con un post su Facebook, tradotto anche in inglese: “Do not dunk #biscotti in our Vin Santo!” ovvero “Non inzuppare i biscotti nel nostro vin santo”, si legge nel post che è diventato virale sui social. La certezza per chi produce vino è che il tuffo dei biscotti finisca con l’alterale il gusto e i profumi del vino.