La cultura in Toscana attraversa una fase di “ripresa selettiva”, con alcuni comparti che hanno pienamente recuperato e superato i livelli pre-pandemia, mentre altri restano ancora in difficoltà. È quanto emerge dalla nota dell’Osservatorio Regionale della Cultura, realizzata dall’istituto regionale Irpet in collaborazione con la Regione Toscana.
Il settore dei musei è quello che beneficia maggiormente della spinta turistica: nel 2025 le presenze turistiche complessive hanno raggiunto circa 55,5 milioni, in crescita del 3,8% sul 2024 e dell’8,1% sul 2019, con la componente straniera che pesa ormai quasi il 60% del totale.
I grandi attrattori statali, come le Gallerie degli Uffizi (5,3 milioni di visitatori stimati nel 2025) e la Galleria dell’Accademia, trainano la crescita con un +18,2% di visitatori rispetto al 2019, mentre i musei di ente locale e privati restano ancora sotto i livelli pre-Covid (-10,4%).
Diversa la situazione per le biblioteche, la cui domanda dipende quasi esclusivamente dalla popolazione residente: nel 2024 gli iscritti al prestito attivi non hanno ancora recuperato il livello del 2019 (267.561 contro 309.116), mentre i prestiti sono tornati al 96% del dato pre-pandemico.
Nello spettacolo dal vivo convivono andamenti molto diversi: il teatro di prosa ha superato ampiamente i livelli 2019, con un giro d’affari cresciuto del 24%, così come i concerti pop, rock e jazz (+31% di spesa del pubblico); più deboli lirica e mostre, mentre il cinema in sala resta il comparto più in sofferenza, con spettatori e incassi ridotti del 37% rispetto al 2019 per effetto della concorrenza delle piattaforme streaming.
Sul fronte occupazionale, crescono i lavoratori nei musei (+14,9% sul 2019), nelle produzioni audiovisive (+26,4%) e nell’editoria (+14,1%), mentre restano sotto i livelli pre-Covid i dipendenti delle biblioteche (-1,1%).
Secondo la nota, “il recupero quantitativo non elimina le fragilità strutturali legate alla qualità e alla continuità del lavoro, alla concentrazione della domanda e all’incertezza delle politiche di sostegno”, con particolare preoccupazione per i tagli previsti al tax credit nel settore cinema e audiovisivo.



