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Toscana, quando chiamare 112 e 116117: le regole

Visita adell’assessore regionale Monia Monni alla centrale operativa regionale: oltre 200 operatori al lavoro per gestire richieste urgenti e non urgenti. L’appello a usare correttamente i numeri dedicati.

In Toscana orientarsi tra emergenze sanitarie e bisogni di assistenza ordinaria è diventato più semplice grazie a due numeri di riferimento: il 112 per le urgenze e il 116117 per le cure non urgenti. A ribadirlo è stata l’assessora regionale alla Sanità Monia Monni, che nei giorni scorsi ha visitato la Centrale Operativa unica dove vengono gestite le chiamate dei cittadini.
Accompagnata dal direttore della Centrale 116117, Alessio Lubrani, l’assessora ha potuto osservare da vicino il lavoro quotidiano di oltre 200 tra operatrici e operatori, impegnati a rispondere in tempo reale alle richieste di aiuto e di informazioni provenienti da tutto il territorio regionale.
«Si tratta di un sistema fondamentale per garantire risposte rapide e appropriate – ha spiegato Monni –. Distinguere correttamente i due numeri significa utilizzare meglio le risorse sanitarie, evitare sovraccarichi e assicurare interventi tempestivi a chi ne ha davvero bisogno».
Il 112 resta il numero unico da contattare in caso di emergenze gravi e situazioni che richiedono un intervento immediato, come malori improvvisi, incidenti o condizioni cliniche critiche. Diverso è invece il ruolo del 116117, servizio nato inizialmente per contattare la guardia medica nelle ore serali e notturne, nei weekend e nei giorni festivi.
Nel tempo, però, questo numero ha ampliato le proprie funzioni. Oggi rappresenta un vero e proprio punto di riferimento per consulenze mediche anche durante il giorno e per ricevere indicazioni su bisogni sanitari e sociali di bassa intensità. Un canale che permette di ricevere orientamento senza doversi necessariamente recare al pronto soccorso.
«Credo molto in questo servizio – ha sottolineato l’assessora – e continueremo a investire per potenziarlo». Tra le novità in programma figurano un maggiore coinvolgimento dei medici del ruolo unico regionale, il rafforzamento della guardia medica pediatrica e l’introduzione di teleconsulti di secondo livello. Un ruolo centrale sarà svolto anche dallo sviluppo delle Case della Comunità, destinate a diventare punti di riferimento territoriali per indirizzare i cittadini verso i servizi più adeguati.
L’obiettivo è creare una rete sempre più efficiente e accessibile, capace di dare risposte rapide e mirate, evitando accessi impropri ai pronto soccorso e migliorando la qualità dell’assistenza.
Da qui l’appello finale dell’assessora: «Usare il numero giusto per il bisogno giusto è un gesto di responsabilità verso se stessi e verso l’intera comunità. È importante che questa informazione circoli il più possibile attraverso il passaparola».


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