La nuova giunta toscana si prepara a cambiare volto con la redistribuzione delle deleghe e una rivoluzione annunciata nel settore della sanità regionale. Al centro del riassetto politico voluto dal governatore Eugenio Giani c’è infatti il maxi-assessorato da 8 miliardi di euro affidato a Monia Monni, destinato a diventare il fulcro del nuovo equilibrio tra sanità e politiche sociali.
Secondo quanto emerge dalle trattative interne, sarebbe imminente anche un cambio ai vertici amministrativi: il direttore generale della Direzione sanità, welfare e coesione sociale, Federico Gelli, potrebbe lasciare l’incarico dopo cinque anni di gestione. Al suo posto è dato in forte ascesa Antonio Barretta, attuale direttore generale dell’Azienda ospedaliera universitaria senese dal 2021. Una scelta che andrebbe nella direzione di una netta discontinuità con la precedente gestione Bezzini, oggi capogruppo del Pd fino al 2030.
Parallelamente, Giani è al lavoro per definire l’intero mosaico delle deleghe della nuova giunta, il cui annuncio è atteso entro venerdì. Tra i cambiamenti più rilevanti, l’assessore Leonardo Marras dovrebbe ampliare drasticamente il proprio raggio d’azione, assumendo anche le competenze su agricoltura e caccia oltre allo sviluppo economico.
Più complessa la partita che riguarda Alessandra Nardini. Dopo l’intervento deciso della segreteria nazionale del Pd – con le aree che fanno capo a Speranza, Orlando e Franceschini – la sua presenza in giunta è stata confermata, ma con poteri ridotti rispetto al passato. Le deleghe più probabili: digitale, sistemi informativi e semplificazione. Di conseguenza, lavoro e istruzione dovrebbero passare ad Alberto Lenzi (Avs), mentre Cristina Manetti si vedrebbe potenziare il proprio assessorato con pari opportunità, cultura e comunicazione, quest’ultima particolarmente rilevante dopo la visibilità ottenuta con l’iniziativa “La Toscana delle Donne”.
Il governatore, oltre al suo ruolo istituzionale, manterrà direttamente un pacchetto significativo di materie: sport, bilancio, protezione civile e servizio idrico, quest’ultimo centrale nel dibattito politico sulla gestione pubblica dell’acqua. Alcune di queste deleghe potrebbero essere affidate di volta in volta al sottosegretario Bernard Dika.
Il puzzle politico troverà una composizione definitiva con la conclusione del confronto tra la Regione e il Pd guidato da Emiliano Fossi. Il via libera è atteso oggi, insieme alla votazione sugli indirizzi programmatici presentati da Giani: un documento di circa 200 pagine che include misure su salario minimo, nidi e libri gratuiti, 77 case e 23 ospedali di comunità, energia rinnovabile, geotermia e grandi opere. La discussione in aula, però, non è stata priva di polemiche, con lo scontro acceso tra maggioranza e opposizioni.
A fare rumore è stata soprattutto la critica del portavoce delle tre opposizioni, Alessandro Tomasi, che ha denunciato “la vergogna di leggere sui giornali ruoli e decisioni prima delle nomine ufficiali”. Giani ha risposto rivendicando il corretto rispetto della procedura: “Lo Statuto è chiarissimo. Ho presentato programma, vicepresidente e membri della giunta. Le deleghe verranno assegnate dopo il dibattito, come previsto”. Una precisazione che lascia intendere che l’annuncio ufficiale potrebbe arrivare già nelle prossime ore.



