“Tradizione e Tradimento”: l’esordio di un nuovo Niccolò Fabi tra contraddizioni e scelte

CASCINA – (di Bianca Leonardi) Era il 2016 ed ero in Inghilterra, a Oxford, quando ho ascoltato per la prima volta Niccolò Fabi dal vivo, ne rimasi così ammaliata che la sera successiva tornai ad ascoltarlo anche a Londra…e poi non l’ho più lasciato.

L’artista gentile mi rapì e le sue parole, mai fuori posto, spesso hanno fatto da colonna sonora al mio vivere tra dubbi e colpi di scena.

Perché Niccolò Fabi, con le sue creazioni, fa così: ti prende per mano e ti porta con sé.

Dopo due anni lontano dai palchi, dopo aver salutato il pubblico nel novembre 2017 con l’ultima data del maestoso spettacolo “Diventi Inventi Tour”, ieri sera nella data ZERO alla Città del Teatro di Cascina ha presentato il nuovo disco uscito nel mese di ottobre “Tradizione e Tradimento” che lo vedrà protagonista nelle principali città italiane ed europee nei prossimi mesi.

Frutto di un lavoro duro e introspettivo, questo disco si presenta in tutta la sua dolcezza e potenza, avvolgendoti come a dire “sono tornato, anche se non me ne sono mai andato”.

Oggettivamente difficile tornare in gioco dopo “Una somma di piccole cose”, capolavoro senza precedenti, Niccolò Fabi torna a calcare il palco con la semplicità di chi non ha niente da nascondere e con l’audacia di chi sa tradire se stesso per ritrovarsi più vero, perché per restare davvero bisogna saper “lasciare andare”.

Ad attendere l’artista un teatro gremito di persone e di aspettative che lo hanno accolto con un interminabile applauso come a urlare “Bentornato”.

Fabi non si è lasciato intimorire ed è entrato subito nel vivo di “Tradizione e Tradimento” regalando come prima esibizione “A prescindere da me” e subito dopo un “Amore con le ali” tutta d’un fiato.

Complice un’atmosfera a tratti romantica a tratti psichedelica, il cantautore romano entra immediatamente a piede teso nel viaggio tra passato e presente, tra quello che è stato e quello che non sarà mai, con la consapevolezza di aver imparato a “stare”.

Uno spettacolo inaspettato, che ha sicuramente sorpreso un pubblico impaziente ed emozionato, un nuovo Niccolò Fabi che lo vede al centro di un vortice di sensazioni contrastanti, in quel caos dinamico e preciso dove l’artista trova il suo perfetto posto, senza esitazioni, senza paura.

“Tradizione e Tradimento” si presenta così, sospeso tra elettronica e suoni acustici, tra complessità e minimalismo, sorprendentemente in equilibrio tra la delicatezza innata di Fabi e la cruda durezza che è insita in ogni tradimento.

Un Niccolò Fabi sempre portatore di quella forza gentile che lo caratterizza ma che lascia andare un po’di quella elegante timidezza aprendosi senza paura a una nuova fase della sua carriera e quindi della sua vita. Una liberazione, un urlo educato che dà voce alle emozioni e ai tormenti di un uomo.

“Sono salito per l’ultima volta su un palco 2 anni fa, sono felice adesso di essermi preso questo rischio e di aver fatto questo salto” racconta Fabi.
Perché “Tradizione e Tradimento” è questo, un tuffo dallo scoglio più alto, un giro in macchina ad alta velocità, una nuotata nelle fredde acque di un oceano, un abbraccio che ti scalda dopo una giornata storta. C’è sempre stato, nascosto chissà dove, ma perché le cose succedano è fondamentale avere la pazienza e l’intelligenza di saper aspettare.

Niccolò Fabi ha preso il suo tempo e si è dato il tempo per capire la direzione da prendere, attraversando le strade più difficili della sua interiorità, non dimenticandosi chi era ma aprendosi a chi voleva diventare.

Non è nuova l’ossessione per le scelte, nella mia vita” continua Fabi. Una conosciuta e affezionata caratteristica dell’artista questa, già esplicitata nel gioiello “è non è” di ormai 16 anni fa, Niccolò si mostra come destinato a quella “determinazione” di dover scegliere ogni volta, per non rimanere in quell’alone grigio in cui le responsabilità sono minori ma in cui il vivere lascia spazio al sopravvivere.

Fabi è così, non si lascia vivere da tutto quello che lo circonda, Fabi si prende quello che merita, quello che gli spetta, perché la paura di non essere compreso non colmerà la fame di consapevolezza di un nuovo “io”.

La forza dell’educazione, maestro di gentilezza e di buonsenso, regala ogni volta a chi lo ascolta quella calma di chi sa aspettare, in un mondo veloce in cui tutto accade e finisce senza motivo, Niccolò Fabi si pone come un uomo in bilico tra passioni, credenze e valori purtroppo ormai rare insegnandoci la tenerezza e la sensibilità verso gli altri, verso chi ci appare diverso e verso noi stessi.

Io sono l’altro
Sono quello che spaventa
Sono quello che ti dorme
Nella stanza accanto
Io sono l’altro
Puoi trovarmi nello specchio
La tua immagine riflessa
Il contrario di te stesso

Recita così il testo di “Io sono l’altro”, successo contenuto in “Tradizione e Tradimento”, un inno alla gentilezza e al sacrosanto dovere di mettersi in discussione sempre. Un invito all’osservazione profonda di ciò che gravita intorno a noi, fuori dalle nostre case perfette, dove tutto sembra bello ma resta sempre fermo. Una battaglia silenziosa che racchiude la potenza di un’esplosione, che ha l’obiettivo di condurre la mente e il cuore oltre i nostri occhi, dove solo l’amore e la comprensione possono portarci.

Non ti lascerò mai andare” grida Niccolò Fabi a conclusione del pezzo “Ecco” seguito immediatamente da “Vince chi molla”, la dichiarazione più commovente e liberatoria a cui un uomo può abbandonarsi.

La contraddizione che in realtà è solo la necessaria evoluzione delle cose, o forse no, questo è il filo conduttore di tutto “Tradizione e tradimento”.

Spero abbiate intravisto una piccola sensazione di eterno e infinito dentro il quotidiano” conclude l’artista visibilmente emozionato.

Nella vita è inevitabile trovarsi davanti a dei bivi che presuppongono necessarie scelte, che obbligano a lasciare andare una parte di noi, salutarla con dolore e trepidante esaltazione, come quando vedi passare l’estate e attendi il Natale, come quando dici addio all’essere figlia per diventare madre, come quando guardarsi allo specchio fa paura perché non riconoscersi alle volte fa perdere l’equilibrio e annebbia la vista, ci confonde e ci obbliga a fare qualche passo al buio, nella profonda e incolmabile solitudine, perché vivere è anche questo: accettare che le cose sono destinate a cambiare, saper “mollare” quello che ci tiene ancorati alle nostre paure che poi, alla fine, sono sempre le nostre migliori amiche.

Come un’onda che nel mare abita, ma che aspetta la giusta causa per manifestarsi nella sua potenza e forza, questo è Niccolò Fabi, questo è “Tradizione e Tradimento”: tutto era già lì ma serve il rivoluzionario gesto dell’attesa e della perseveranza perché la bellezza possa salvarci e indicarci la strada.