Traffico illecito di rifiuti e fanghi: “Danno alla salute e all’immagine, la commissione anti mafia venga qui”

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TOSCANA – 45mila tonnellate di fanghi di depurazione delle acque reflue urbane e industriali sono finite illegalmente nei terreni della campagna Toscana coltivati a grano. In parallelo alcune cartiere toscane mandavano ad incenerimento a Gallicano e fuori Toscana (Brescia e Terni) scarti del pulper non correttamente trattati. Tra le imprese coinvolte anche due indicate nel 1997 dal pentito Carmine Schiavone come responsabili della contaminazione nella cosiddetta Terra dei Fuochi campana. Il Movimento 5 Stelle aveva segnalato il problema il 3 settembre 2015 in una lettera ai Sindaci di Montaione, Peccioli, Volterra, alla Polizia Municipale di questi comuni, al Direttore generale ARPAT e ai direttori generali di ASL 5 Pisa e ASL 11. Il Sindaco di Montaione, in Consiglio Comunale, stigmatizzò la segnalazione di Quartini parlando di “strumentalizzazione” “procurato allarme” su maleodorante dovute al letame.

 

“Ringraziamo la Direzione Distrettuale Antimafia, la Guardia di Finanza e il Corpo Forestale dello Stato per questa inchiesta. La Regione deve costituirsi parte civile nei procedimenti avviati per il danno incalcolabile a salute dei cittadini e immagine della Toscana subìto da quanto accaduto. Siamo irritati perché un anno fa avevamo sollecitato sugli sversamenti in Valdera una serie di interlocutori istituzionali, dopo le segnalazioni di cittadini che, rimasti senza risposta, si sono rivolti a noi per paura della loro salute. Il Sindaco di Montaione anziché attivarsi mi attaccò personalmente in una seduta del Consiglio Comunale e ora dopo un anno la verità: addirittura un campione di fango prelevato da un campo a Montaione (FI) aveva idrocarburi 200 volte oltre il limite di legge. A questo punto chiediamo al Sindaco di Montaione un passo indietro: almeno chieda scusa alla sua cittadinanza per il modo in cui ha sottovalutato la gravità della situazione” ha dichiarato Andrea Quartini, consigliere regionale M5S che il 3 settembre 2015 aveva inviato la lettera ufficiale sopra richiamata.

“Alla lettera di Andrea Quartini feci seguire un’interrogazione il 7 settembre, cui il Sindaco rispose nella prima seduta successiva il 29: c’è la registrazione e potete ascoltare con quale arroganza e sufficienza tratti la questione. Concluse paragonando il forte odore avvertito dai cittadini al fetore di letame che potremmo sentire non appena varcato il confine svizzero. A prescindere dai paragoni impropri nel merito ci interessa il fatto che nulla fece a riguardo. Bene oggi il Sindaco parli di costituirsi parte civile a processo, ma come cittadina prima che consigliera sono molto arrabbiata ed esigo si scusi con la cittadinanza o si dimetta. A Montaione viviamo di agricoltura e turismo: quanto successo mina entrambi” ha segnalato Myriam Sacconi, consigliera comunale M5S a Montaione.

“Quanto successo è ennesima prova della presenza della malavita organizzata in Toscana. A questo punto chiediamo alla Commissione parlamentare antimafia di venire qui, relazionare sul quadro toscano e avviare la verifica di quanto accaduto d’accordo con la Direzione Distrettuale Antimafia. In parallelo l’Osservatorio Antimafia regionale deve concentrare la sua attenzione sul ciclo dei rifiuti, mentre da Livorno estenderemo a tutta la Toscana l’azione dell’Osservatorio sulla Legalità istituito insieme alla Fondazione Caponnetto. Il mio pensiero va ai tanti imprenditori onesti che gestiscono con cura lo smaltimento degli scarti e magari perdono quote di mercato di fronte a quei disonesti che invece li gestiscono tramite autotrasportatori legati alla mafia per ridurre i costi” ha concluso Enrico Cantone, consigliere regionale capogruppo M5S.

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