Tragedia in cava: operaio muore schiacciato da un blocco di marmo

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MASSA CARRARA – Tragedia in cava. Ancora un incidente fatale sul lavoro in località Torano. Un operaio è rimasto schiacciato del materiale distaccatosi da una parete di marmo. Sul posto, oltre al 118, la Polizia, i Carabinieri e i tecnici della Asl, servizio di prevenzione, anche i Vigili del Fuoco. Da quanto appreso a perdere la vita è stato un giovane cavatore, 46enne, Mauro Giannetti, fratello del titolare della cava, sposato, con la moglie incinta e in attesa di partorire. morto sul colpo.  Il tragico incidente sul lavoro è avvenuto all’ora di pranzo, erano circa le 13, alla cava 5 Pastriccioli. Inutile ogni tentativo di salvarlo. Il lavoratore è stato travolto da una lastra di marmo,durante le operazioni di taglio, e per lui è stata la fine.  Il sangue tinge di rosso per l’ennesima volta il marmo delle Alpi Apuane. Risale a pochi mesi fa l’altra tragedia, quando morirono Roberto Antonioli e Federico Benedetti.

In segno di lutto è stato rinviato il consiglio comunale a Carrara. “Non è davvero più ammissibile un’altra morte in cava. Stamani è deceduto tragicamente Mauro Giannetti, la cui scomparsa getta, nuovamente, nella disperazione le nostre comunità  – commenta l’amministrazione: “Il sacrificio di vite che quest’attività sta generando è ormai intollerabile e impone un radicale cambiamento di mentalità da cui discenda, prima di tutto, la fine di questa drammatica sequenza di lutti. Esprimiamo il più sentito cordoglio, a nome di tutta la città, ai famigliari e agli amici della vittima perché trovino la forza di superare un momento di dolore così insopportabile”. “Quando abbiamo appreso la notizia non abbiamo esitato un attimo. Ci sono cose che vengono prima di tutto e il rispetto e il dolore per una vita umana spezzata su un luogo di lavoro è una di queste”. Così Antonio Mazzeo, vicesegretario PD Toscana, ha annunciato l’immediata sospensione dell’iniziativa referendaria in programma questo pomeriggio a Carrara con il ministro Dario Franceschini non appena appresa la notizia della morte di un lavoratore in una cava di marmo.“Di fronte a tragedie come queste la politica ha da un lato il dovere di fermarsi e dall’altro quello di creare le condizioni per investire ancora e sempre di più sulla prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro. Questo per noi non è e non sarà mai un optional ma uno dei fondamenti irrinunciabili che dovremo perseguire con tutte le forze. E’ un impegno che ci prendiamo di fronte ai colleghi e alla famiglia della vittima ai quali va oggi tutto il nostro affetto e tutta la nostra vicinanza”. Immediata la mobilitazione della Cgil, con Mauro Fuso, segretario regionale, e Paolo Gozzani, segretario generale di Massa Carrara: “Nonostante le denunce degli ultimi mesi e le iniziative intraprese dalla Regione Toscana, a Carrara si continua a morire nelle cave di marmo. L’ultimo incidente mortale di oggi ci fa urlare di sdegno. Ci sono luoghi di lavoro dove non si rispettano i requisiti minimi per la sicurezza e ci sono lavori dove il rischio è molto alto. Per salvare il lavoro e la vita dei lavoratori quando mancano i requisiti di sicurezza bisogna avere il coraggio chiudere le attività fino al ripristino non del minimo, ma del massimo di sicurezza possibile. Di lavoro c’è bisogno per vivere, di lavoro non si deve morire. Purtroppo gli infortuni sul lavoro si susseguono nel nostro Paese con una frequenza allarmante, è assolutamente prioritario invertire con forza questa sequenza mortale. E’ un compito di tutti e in particolare di chi, come il Governo, ha strumenti e poteri per intervenire con messaggi netti così come indicato spesso dal presidente della Repubblica”.

 

 

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