Tragedia in cava, muore schiacciato da una pala meccanica

CARRARA – Nuova tragedia nella cave di Carrara. L’incidente mortale sul lavoro è avvenuto questa mattina intorno alle 10 alla cava Fiordichiara B, nel bacino di Fantiscritti.

L’uomo, un cavatore, ha perso la vita schiacciato da una pala meccanica. Immediati i soccorsi, allertati dai compagni di lavoro, ma quando il personale sanitario è arrivato sul posto, purtroppo, non c’era più niente da fare.

Il servizio della Asl e le forze dell’ordine stanno indagando. Sul posto anche i Vigili del Fuoco. Ancora da ricostruire la dinamica del sinistro.

La vittima, Luciano Pampana, 58 anni, era di Viterbo

“Non si può morire di lavoro – commenta Cosimo Maria Ferri, sottosegretario alla Giustizia: “Adesso basta con queste tragedie, accertare le cause dell ‘incidente ed alzare i livelli di sicurezza”.

“Un altro morto in cava, a 58 anni, l’ennesima tragedia che doveva e poteva essere evitata. Oggi, purtroppo, siamo a piangere un operaio che ha perso la vita sul posto di lavoro. Siamo vicini al dolore della famiglia, a cui rivolgiamo il nostro più sentito cordoglio, dei colleghi e degli amici”. A parlare è il segretario della Uil Area Nord Toscana, Franco Borghini, dopo la tragedia che ha colpito la comunità apuana: un uomo di 58 anni, un cavatore, è rimasto ucciso, schiacciato sotto una pala meccanica. “Possiamo soltanto chiuderci in un profondo dolore, che è lo stesso di tutta una comunità: un dolore carico di rabbia perché non si può continuare a morire in cava, non si possono ancora sporcare di sangue le nostre montagne. E’ un dolore che anche questa volta ci toglie il fiato. Sulle cause dell’incidente speriamo che sia fatta tutta la chiarezza del caso ma quanto accaduto porta ancora una volta in primo piano l’estrema pericolosità del settore del lapideo, un mestiere usurante dove si rischia la vita spesso e volentieri, dove gli incidenti sono all’ordine del giorno. Ed è così che dovrebbe essere considerato il settore del lapideo: si dovrebbe poter andare in pensione prima, il prima possibile perché dopo una certa età lavorare in cava diventa sempre più pericoloso. A poco servono i protocolli – conclude Borghini – se non si cambia direttamente la normativa di riferimento: un infortunio ogni due giorni, troppi morti ogni anno”.
“Troppe morti in cava e ad una frequenza devastante. Sono vicina alla famiglia dell’operaio. Importante la task force della Regione sui controlli ma bisogna ovviamente fare di più. Mi unisco al dolore della comunità di Carrara per la morte di un altro cavatore. Una tragedia quella avvenuta a Fantiscritti che ci colpisce tutti e ci obbliga ad una riflessione profonda sul mondo del lavoro”, commenta la deputata parlamentare del Pd Martina Nardi dopo aver appreso della morte di Luciano Pampana, cavatore rimasto schiacciato da una pala meccanica in movimento questa mattina dentro la galleria di cava Fiordichiara, nel bacino di Fantiscritti: “Mi stringo alla famiglia di Luciano e mi unisco al lutto cittadino proclamato dal sindaco di Carrara. Non possono più essere ammessi incidenti mortali sulle nostre cave. Se ne contano 12 nel giro di 10 anni e gli ultimi sono avvenuti con una frequenza devastante. E’ stato importante che la Regione abbia messo su una task force sulla sicurezza nelle cave, ma ovviamente occorre fare qualcosa di più”

Risale a due giorni fa un incidente in cava, quando nel bacino di Gioia un cavatore riportò un trauma cranico. ’