Trapianto di cuore e rene alle Scotte di Siena: il paziente è già dimesso

Prima il cuore, poi il rene. Ad agosto i professionisti delle Scotte di Siena hanno eseguito un trapianto combinato dei due organi su un paziente affetto da grave insufficienza cardiaca e insufficienza renale cronica terminale.

Dopo il trapianto di cuore, il paziente è stato stabilizzato in terapia intensiva e successivamente sottoposto all’impianto del rene. Entrambi gli organi hanno dato una risposta immediata e il paziente è già stato dimesso.

Si tratta di una procedura ad altissima complessità, che richiede il coordinamento di numerosi percorsi clinici e organizzativi. Il lavoro coinvolge la gestione del potenziale donatore in terapia intensiva, il reperimento e il prelievo degli organi e dei tessuti, la pianificazione della sala operatoria, gli interventi di trapianto e la gestione intensiva successiva.

Il precedente trapianto combinato cuore-rene effettuato in Toscana risale infatti al 2010 ed era stato realizzato, anche in quel caso, alle Scotte di Siena, centro di riferimento regionale per questo tipo di procedura. In Italia sono pochissimi i trapianti combinati di cuore e rene eseguiti ogni anno, proprio per la complessità legata alla doppia e simultanea insufficienza d’organo del ricevente.

A rendere possibile l’intervento è stato innanzitutto il gesto di un donatore. La Regione Toscana ha rivolto un ringraziamento alla famiglia e al donatore, oltre che ai professionisti che hanno partecipato al percorso.

“Donare un organo – commentano il presidente Giani e l’assessora alla sanità, Monia Monni – è un atto di grande valore civile: consente di trasformare un momento di dolore in una possibilità concreta di cura e di vita per altri pazienti. Ma serve anche competenza e preparazione e il nostro sistema sanitario e le professioniste e professionisti coinvolte, che ringraziamo, hanno dimostrato di averne”.

“Questo successo – sottolinea Monni – dimostra la forza della rete trapiantologica regionale e l’eccellenza delle professioniste e dei professionisti del nostro sistema sanitario: dietro a un trapianto di questa complessità ci sono competenze, coordinamento e responsabilità clinica continua”.

Il risultato si inserisce in un quadro regionale caratterizzato da elevati livelli di donazione. Nei primi sei mesi del 2026 la Toscana ha registrato 104 donatori per milione di abitanti, mentre le opposizioni sono scese dal 29 al 25 per cento. È inoltre cresciuto il numero di persone che in vita lasciano indicazioni per la donazione, oggi pari al 65 per cento dei consensi. Nel 2026 il numero dei donatori è aumentato del 10 per cento rispetto al primo semestre del 2025.

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