Treno della memoria, oltre 550 studenti dalla Toscana

AUSCHWITZ (Polonia) – Un progetto che si rinnova ogni anno e vede coinvolti insegnanti e ragazzi con l’obiettivo di infondere in loro stessi la conoscenza; la consapevolezza di ciò che è stato, degli eventi avvenuti e delle scelte che hanno portato alle pagine più buie della storia. Partirà il 20 gennaio l’undicesimo treno della memoria della Regione Toscana, nell’anno in cui si ricorda il centenario della nascita di Primo Levi, lo scrittore e sopravvissuto alla deportazione ad Auschwitz.  L’edizione 2019 è stata organizzata, come ogni anno, in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica.

“Non è una memoria sterile- ha spiegato la vicepresidente della Regione Monica Barni -vogliamo che i ragazzi attraverso i loro insegnanti arrivino ad Auschwitz consapevoli di quello che andranno a vedere e possano con i occhi essere testimoni dell’orrore che si è consumato in quei luoghi”.

Historia magistra vitae – La storia è maestra di vita”, come diceva Cicerone: è fatta di corsi e ricorsi, è testimone dei tempi, è la luce della verità. Il nostro compito consiste nella comprensione degli eventi passati per fa sì che i ricorsi non avvengano più.

Sono 555 gli studenti delle scuole superiori che faranno il viaggio della Memoria edizione 2019. Sono ragazze e ragazze di quarta e quinta di tutte le province toscane. Sono stati selezionati attraverso corsi di formazione all’interno di ogni istituto. La Regione ha sostenuto le spese di viaggio e soggiorno della maggior parte di loro, altri partecipano grazie al contributo di enti, le stesse scuole ed associazioni.
Assieme a loro ci sono 60 studenti universitari dei tre atenei toscani, che viaggiano grazie al contributo dell’Azienda regionale per il diritto allo studio. Sessanta sono anche i docenti selezionati in base al curriculum e che si sono formati con la Summer School del luglio scorso, più un docente di sostegno. Infine undici privati, che salgono sul treno a proprie spese per un percorso di conoscenza e crescita personale.

Sono passati diciotto anni da quando nel 2002 la Regione Toscana decise di portare in Polonia gli studenti delle scuole superiori e poi anche dell’Università: per non dimenticare e per capire, per ascoltare dai sopravvissuti e per vedere di persona gli orrori di quello che è stato lo sterminio nazista.

L’edizione 2019 del treno, realizzata dalla Regione Toscana in collaborazione con il Museo della deportazione di Prato, sotto l’Alto Patronato del presidente della Repubblica, si terrà dal 20 al 24 gennaio; sarà previsto un incontro con la Commissione europea, di grande valenza per la formazione dei ragazzi.

Immancabili e fondamentali come sempre, i compagni di viaggio eccellenti, ovvero i testimoni: Andra e Tatiana Bucci, le sorelline scampate a Birkenau e al dottor Mengel, affezionate al viaggio della memoria toscano, e Silva Rusich, la figlia di Sergio Rusich deportato politico al lager di Flossenburg ed esule istriano, testimone della deportazione politica, che infatti viaggia come rappresentante dell’Aned. Sul posto, a Cracovia, si unirà al gruppo dei testimoni Vera Vigevani Jarach, testimone di due storie: esule in Argentina per le leggi razziste del fascismo e madre di una desaparecida durante la dittatura di Videla.