TRENTARIGHE: nuova rubrica su TGregione.it dedicata ai libri a cura di Aldo Belli

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Nasce con questo articolo una rubrica che settimanalmente proporrà un invito alla lettura (precisamente ogni lunedì, ma non è detto che il rigore dell’appuntamento impedisca qualche strappo alla regola per stare più vicini a ciò che accade intorno a noi). Si parlerà di libri e di autori. Anche di articoli e recensioni pubblicate in Europa o al di là dell’Atlantico che possano suscitare interesse a leggere con un filtro diverso dal nostro. Possibilmente, almeno ci proveremo, cercheremo di segnalare occasioni di incontro con autori e protagonisti, ma anche espressioni del pensiero, fuori dal coro del commercio editoriale da supermercato. Il piacere di leggere, prima di tutto. E il piacere della scoperta: le novità non sempre sono sinonimo delle ultime uscite in libreria, spesso esistono già, nascoste in quella più grande biblioteca del tempo dove occorre solo scavare tra gli scaffali polverosi. Il nome della rubrica corrisponde esattamente al numero di righe battute sul computer: la misura della sintesi a suo modo è un gioco, la sfida delle parole di evocare immagini, un soffio di vento che richiami un pensiero, senza fare rumore, in punta di piedi.

​Aldo Belli è stato collaboratore de La Nazione di Firenze, de Il Tirreno di Livorno, de Il Giorno di Milano, giornalista pubblicista dal 1992, ha pubblicato per le edizioni de Il Sole 24 Ore, ha scritto articoli e libri di storia locale. A Viareggio, prima di vivere tra Milano e Roma, è stato nel 1983 l’assessore alla cultura più giovane d’Italia.

 “IL DELITTO BARTELLONI”

   di Aldo Belli

Firenze 1831. «Circa le dieci antimeridiane, i sei auditori della Rota Fiorentina, che formavano il Turno Giudicante sugli affari criminali, erano tutti congregati nella stanza in cui solevano tener consiglio. Arrivati alla spicciolata, si eran messi a discorrer fra loro degli argomenti più estranei allo scopo pel quale si riunivano. Dopo un quarto d’ora giunse il presidente». La sera del 14 gennaio è stato pugnalato a morte, ma non è ancora morto, il pittore Roberto Gandi: l’aggressione sarebbe avvenuta in Vicolo della Luna, uno dei tanti vicoli intorno
al vecchio mercato, riparo di tutti i peggiori arnesi di Firenze. Sarebbe, perché ovviamente è adesso che il processo sta per iniziare. Numerosi venditori del mercato hanno chiuso le botteghe già da un’ora per accaparrarsi i posti più vicini, devono assistere all’interrogatorio dell’imputato e soprattutto, vederlo in faccia. «Zampa di Ferro, il Matto, Vendifumo, il birro più agghindato e più elegante della città, ritti e vigilanti attorno all’inquisito, ne toglievano la vista agli astanti».
L’imputato è un povero cristo semianalfabeta conosciuto da tutti: Nello. Reo confesso no, ma il tutto è inoppugnabile: le guardie hanno trovato il corpo del pittore sull’uscio di casa sua e una volta entrati… «Sullo stesso tavolino erano gettati da un lato le vesti, il cappello del pittore, le vesti di Nello, e sotto il tavolino erano ammonticchiati i sozzi e sudici panni insanguinati, che a Nello servivano di coperte nel suo giaciglio e fra’ quali era stato trovato ravviluppato, dagli esecutori nella notte del delitto».
Il Bartelloni, la sua mente si smarriva. L’oratoria trascinante del suo difensore, il famoso avvocato Arzellini. E il presidente della corte, un uomo una missione. Lucertolo, un’ambizioso poliziotto. E poi il senso di colpa, forse un cuore innamorato insospettabile…
(Il libro di Giulio Piccini alias Jarro, nato a Volterra nel 1849, uscì nel 1883, ci viene riproposto da Project Gutenberg, è possibile scaricare gratuitamente la quarta ristampa del 1906, Fratelli Treves Milano, al link.

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