TRENTARIGHE: L’invito alla lettura è con il libro “I SOLDATI DI SALAMINA”

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Rubrica a cura di Aldo Belli – Javier Cercas è uno scrittore spagnolo nato nel 1962. Laureato con dottorato in filologia Ispanica all’Università Autonoma di Barcellona. Insegna letteratura spagnola all’Università di Gerona e abitualmente collabora con El Pais («I soldati di Salamina», edizione Guanda, pagine 224, in libreria €.10,00 ebook epub €. 7,99).

Spagna, la guerra civile, gli ultimi mesi precisamente.
Le truppe repubblicane sono in ritirata verso la Francia. Hanno con se dei prigionieri franchisti. Uno di loro è Rafael Sánchez Mazas, il fondatore e ideologo della Falange.
Cercas ha deciso di seguire le sue tracce. In quella ritirata repubblicana c’è un episodio che ha mosso la sua curiosità.
La sorte di Sánchez Mazas pareva segnata, è stata decisa la fucilazione dei prigionieri. Sánchez Mazas è riuscito, invece, scampare la morte e si nasconde in un bosco. Incredibile. Almeno quanto il miliziano che lo scopre e lo lascia fuggire. Perché lo lascia fuggire? O meglio, quale è il motivo che lo spinge alla grazia? Sánchez Mazas è l’ideologo del franchismo che stermina con i repubblicani la loro gloriosa Repubblica Spagnola. E’ anche uno scrittore e un poeta.
C’è il romanzo e insieme la storia in questo libro, compreso quella vivente. Di coloro che ricordano.
«Passano molti anni e nell’estate del 1994 un giornalista per caso viene a conoscenza di questa storia. È l’inizio di un’avventura fatta di ricerca delle fonti, di interviste ai testimoni, di momenti di sconforto quando le impronte della storia si confondono, di speranza quando il filo che unisce il presente alla memoria sembra ricomporsi, di commozione. Ma il giornalista è tenace. Ha per le mani un’opportunità che cercava da tempo: quella di scrivere un racconto insieme straordinario e del tutto autentico. E infine si imbatte nel testimone a lungo cercato» Ciò che scoprirà si rivelerà molto di più di quanto avesse immaginato.
Un bel libro: profondo nelle emozioni, e amabile nella lettura come Cercas ci ha ormai abituato.

aldo belli

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