Trentarighe: il libro della settimana è “Il matrimonio di mia sorella”

di Aldo Belli

«Tu che donna vorresti essere?». Zia Rosa ha ottant’anni, dalle sofferenze dell’amore ha capito tutto della vita. Ma Agnese non sa rispondere, Sa solo che si sente «da schifo» e che «da sola non ce la faccio. Non ho la bussola per ritrovarmi. E io non mi basto» («Il matrimonio di mia sorella» edizioni Giunti, uscito in libreria il 4 aprile).

Il romanzo di Cinzia Pennati, genovese e insegnante da vent’anni, è il ritratto banale della vita di Agnese. Nello spettro della banalità sospinto dalla forza d’inerzia si nasconde sempre la realtà quotidiana più autentica, e la Pennati la centra perfettamente.

Il matrimonio è quello di Celeste, la sorella minore.

Intorno al matrimonio ruota la famiglia, tra presente e segreti del passato finora sconosciuti da Agnese.

Agnese è una quarantenne come tante altre: è sposata con Luca, ha due bambine, e lavora. La loro, viene considerata l’esempio di una coppia felice. Anche Luca lo pensa, o almeno non pare porsi il problema, il suo problema è la camicia stirata e chiedere ogni mattina dove sono i calzini (naturalmente sempre nello stesso cassetto), mentre Agnese per fare la doccia deve chiudersi a chiave sperando che nessuno abbia bisogno di lei nei successivi trenta secondi. Hanno dimenticato ormai di darsi anche il buongiorno. Da quando sono nate le bambine, Luca non la cerca più e Agnese si è rassegnata. Quando capita di fare l’amore è come se i sensi fossero anestetizzati. Agnese desidererebbe riavere il suo Luca, ha un grande bisogno di affetto. Quando si era sposata era convinta che non sarebbe ricaduta negli stessi errori di sua madre, invece «non solo non ritrovo più l’amore per Luca, ma neppure per me stessa». Si chiede se ancora lo ami. Il suo bisogno di tenerezza spinge i pensieri verso un altro uomo. Il senso di colpa. Quanti sensi di colpa! «Ci dimentichiamo di esistere al di là delle cose che dobbiamo fare. E ci diamo la colpa».

Zia Rosa il pomeriggio del matrimonio riunisce le tre nipoti in cucina, Agnese Celeste e Fiamma: «Cercate ciò che vi rende felici, fatelo fino in fondo, non accontentatevi di una vita tiepida».