TRENTARIGHE: il libro della settimana è “Il numero uno. Confessioni di un marchettaro”

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Rubrica a cura di Aldo Belli – Francesco Mangiacapra è un escort e un omosessuale. Ha deciso di

scrivere questo libro nel quale non nasconde niente della propria scelta di vita. E lo fa senza ipocrisie. Si considera un professionista, il migliore.(«Il Numero Uno. Confessioni di un marchettaro», Iacobelli editore 2017, in libreria e on line €.14.00).

Mangiacapra, napoletano, è giunto agli onori della cronaca nazionale per avere contribuito all’indagine giudiziaria di un ecclesiastico protagonista di passioni focose con l’uso improprio delle

Aldo Belli

donazioni dei fedeli. La vicenda – semplicemente citata e non unica nella miseria di specie – non deve, tuttavia, disorientare sulla qualità in se del libro (scritto con Mario Gelardi, prefazione di Pino Strabioli).
«Il Numero Uno» non è un libro-gossip. Piuttosto, un libro che fa riflettere, anche riflettere sulla vita, lasciando aperte molte domande sicuramente per il lettore non animato da pregiudizi. Una risposta, però è certa: è un libro onesto. Senza l’intenzione di adulare o ingannare il lettore. Le confessioni di Mangiacapra esplorano l’universo umano di una esistenza che rivendica non solo il diritto all’uso del proprio corpo, ma la sua dignità. «Chi si prostituisce per mestiere non svende la dignità, perché conserva l’onore dell’onestà di essere se stesso fino in fondo e di arrivare a ottenere ciò cui ambisce solo ed esclusivamente con i propri mezzi e non tramite l’altrui intercessione».
Mangiacapra scrive con coraggio. Senza scadere mai nella volgarità.
“Reputo uno sfigato chi paga per far sesso, e pagare me poi anche di più! Non ho stima di chi paga per scopare anche perché so cosa c’è dall’altra parte. Per questo io non lo farei mai, neppure a sessant’anni… Voglio dire che non pagherei mai per avere una finzione di calore, di passione. Se un giorno dovessi essere io a dover pagare qualcuno, mi sentirei come un pizzaiolo napoletano che va a mangiare la pizza a Parigi”.
Il libro è scorrevole e per niente banale. Forse, la migliore autobiografia o biografia della prostituzione, maschile e femminile, che sia stata pubblicata in Italia.

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