TRENTARIGHE – L’invito alla lettura di oggi è il libro “Frocio e Basta”. La ricostruzione della morte di Pasolini

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Rubrica a cura di Aldo Belli

Pier Paolo Pasolini

Il titolo si presta a molte interpretazioni, ma ne ha una sola. Giovanni Giovannetti (editore e scrittore) e Carla Benedetti (docente di Letteratura Italiana all’Università di Pisa) hanno ricostruito con rigore che la morte di Pier Paolo Pasolini non fu a sfondo sessuale, ma fu un omicidio politico. «Frocio e basta» è stato presentato anche a Viareggio (Lettera 22) alcuni giorni fa (Effige edizioni, 2016, pag.452, €.20,00 in libreria).

Enrico Mattei

L’aspetto impressionante è l’unanimità dei commenti (dal giorno stesso della morte in avanti) sulla fine di Pasolini all’idroscalo di Ostia. Il primo fu quello de La Repubblica. Pasolini non era amato nell’ambiente della Cultura di Sinistra, ma tutti sapevano che stava lavorando in quel periodo ad un libro scottante che aveva a che fare con il petrolio, con il presidente dell’ENI (Eugenio Cefis, che pagava il silenzio dei giornali con le inserzioni pubblicitarie milionarie) e con la morte di Enrico Mattei suo predecessore (anch’essa archiviata come incidente, e dopo decenni appurata omicidio), su certi intrecci tra politica, servizi segreti e malavita organizzata. Il libro propone il ritratto di un Pasolini inedito, l’intellettuale che ad un certo punto della sua vita decide di infilarsi negli abissi del marcio che sta divorando l’Italia. Il libro che sta scrivendo Pasolini («Petrolio») verrà pubblicato postumo dopo 17 anni!!! e con un capitolo in bianco. Anche questo rimane un mistero. O forse, no. Impressionante non che si dovesse sposare a spada tratta la versione dell’omicidio politico, ma l’assenza del minimo dubbio! Il Pasolini pubblico non era un poeta, uno scrittore, un giornalista, un regista cinematografico, un intellettuale qualsiasi. Furono in pochi, intellettuali e politici, in Italia, che non si aggregarono al coro del «Frocio e basta». Pasolini aveva trovato una pista che avrebbe fatto tremare l’Italia. E la stava scrivendo. L’assenza ideologica del dubbio si fece omertà. La Giustizia asservita al Potere rese ingiustizia alla verità.
Un libro, questo di Giovannetti e Benedetti, che merita di essere letto, per conoscere (chi allora non c’era o era troppo giovane) o per ricordare in quale Italia abbiamo vissuto (e forse, dalla quale tutt’oggi proveniamo).

aldo belli

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