TRENTARIGHE – L’invito alla lettura di oggi è: “Ultime lettere di condannati a morte e deportati della resistenza italiana”

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L’invito alla lettura di oggi sono le «Ultime lettere di condannati a morte e di deportati della Resistenza italiana (8 settembre 1943 – 25 aprile 1945» videro la luce con Einaudi nel 1952. In libreria l’edizione 2015 (collana ‘ET Saggi’ pag.384, €.14,00). Sono consultabili gratuitamente, con un eccellente database di ricerca per nome e luogo, sul sito dell’Istituto Nazionale Ferruccio Parri.

Di Aldo Belli:

Per la generazione che non ha vissuto la guerra, il 25 Aprile è una ricorrenza sul calendario che si ripete ogni anno sperando che cada come ponte festivo; del resto, per le scuole elementari, medie, superiori e università, è uno dei giorni in cui è obbligatorio esporre al balcone la bandiera tricolore (e può capitare che qualche meno assiduo domandi, passando, se la sera prima abbia vinto la nazionale italiana di calcio). Rimangono solo la memoria degli anziani, e la Storia; l’Italia delle Grandi Speranze, anche delle ingenue illusioni, dispersa in poco più di mezzo secolo in volgare sistema di vita dove il fine giustifica i mezzi, dal leccaculismo all’affiliazione ai più forti di turno, con un salto indietro di secoli al Guicciardini: «Quegli uomini che conducono bene le cose loro in questo mondo, che hanno sempre innanzi agli occhi lo interesse proprio, e tutte le azione sue misurano con questo fine».
Lettera ai genitori, Valpromaro 30 giugno 1944, anni 18: «Bini Velio Abitante in via Giacomo Puccini n. 47 Torre del Lago Puccini Lucca mi raccomando chi prende questo foglio di portarlo a casa mia e dire che non piangano grazie sarete ricompensato. Ciao Mamma Ciao Babbo e fratelli con sorelle e tutti i parenti, si vede che era il mio destino, sono le 9,30 e non si sa ancora se mi fucilano. Ciao Velio (mi raccomando ancora, me mi ànno fucilato siamo in 12)»
Il giorno prima un rastrellamento tedesco aveva arrestato Gori insieme all’amico Bini, passava per strada trainando un carro carico di oggetti vari, diretto a casa.

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