Trentarighe, rubrica a cura di Aldo Belli: il libro della settimana è “La cattedrale del mare”

( di Aldo Belli ) – Ildefonso Falcones è un avvocato di Barcellona. Il libro che proponiamo questa settimana è uscito nel 2006 e rappresenta il suo debutto editoriale. Un (imprevedibile) successo mondiale: è stato pubblicato in quaranta paesi. Falcones in questo libro può essere considerato il ‘Ken Follet’ spagnolo («La cattedrale del mare, pagine 642, edizioni TEA).

Il romanzo si svolge nel XIV secolo, ha inizio precisamente nell’anno 1320 nella masseria di Bernat Estanyol, a Navarcles, principato di Catalogna. Protagonista è Arnau, praticamente dall’epoca del suo concepimento, insieme al padre Bernat fino agli anni della maturità. La violenza dei privilegi e la forza delle passioni imprimono il contesto storico nel quale prendono vita la lealtà, la vendetta, il tradimento, l’intolleranza dell’Inquisizione (che non risparmierà neppure Arnau), la doppia faccia della tolleranza nei confronti del ghetto ebraico (pagata con enormi esborsi nelle casse del re), la solidarietà umana dei Bastaixos (gli scaricatori di porto che trasportano sulle spalle le pietre dalla cava di Ribera alla spiaggia per la costruzione della cattedrale). La città di Barcellona è nel suo momento di maggiore prosperità, cresciuta verso Ribera umile quartiere di pescatori, lì sono fuggiti Bernat e suo figlio appena nato strappato dagli abusi del suo feudatario.

Arnau, giunto a Barcellona da cittadino non libero come il padre, si ritrova a vivere le guerre e la peste, conosce la miseria e la ricchezza,

La cattedrale di Santa Maria de la Mar attraversa tutto il racconto (con la sua Madonna custodita dai Bastaixos) costruita per volontà di chi vive nel quartiere di Ribera con il denaro di alcuni e lo sforzo di altri, il più grande tempio mariano mai conosciuto.

L’Indipendent, pur evidenziando uno stile che raramente supera l’ordinario, definisce «La Cattedrale del Mare» un romanzo d’avventura emozionante e arricchito da descrizioni realistiche di vita medievale, lavoro, finanza e politica. Per Gallimard è anche un canto d’amore per una città, Barcellona, e i suoi abitanti e un inno alla fraternità.

Comunque sia, un interessante e piacevole lettura.