TRENTARIGHE: il libro della settimana è: “LA SAGA DI NIKE”

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Rubrica a cura di Aldo Belli – Tiziano Baroni è un giovane autore di fantasy, è nato a Viareggio nel

Aldo Belli

1983 e di professione fa l’agente immobiliare. Ha debuttato con «La Luce dell’imperatore» e a seguire con «Nike e l’oscuro scrigno delle meraviglie» (edizioni GDS 2016 e 2017. In libreria €.18,90, formato digitale €.2,99).

Nike è un ragazzino molto strano, non ama la compagnia e predilige la solitudine piuttosto che circondarsi di persone o amici… «Era considerato basso per la sua età, ma questo non gli impediva di farsi valere. Aveva capelli neri come la pece, arruffati senza ritegno alcuno in un cespuglio indomabile, e due occhi d’un intenso azzurro. Da quando lo avevano tolto da quel ‘carcere’ chiamato orfanotrofio per reclute, lo avevano sbattuto al campo d’addestramento, assieme a tanti altri suoi coetanei»
Il campo era un’imposizione per chi proveniva dall’orfanotrofio, mentre gli altri ragazzi venivano presentati dagli osservatori Imperiali o dalle loro stesse famiglie: «con ampi sorrisi e raccomandazioni, e con il sogno di vederli crescere come soldati dell’esercito Imperiale».
Nike era forse l’unico che non voleva stare in quel campo, per diverse ragioni: la prima era Hogar, il capo addestratore, un uomo enorme e dalla possente voce autoritaria che spronava i suoi ‘pargoli’ alle regole, anche con severe punizioni corporali. Poi c’era Arian, un ragazzo alto e magro, dai corti capelli neri che gli scendevano come aghi sulla fronte, e dalla faccia odiosa e saccente. Arian era il migliore di tutte le reclute e, di certo, faceva di tutto per evidenziarlo. D’altro canto, Hogar, era sempre il primo a idolatrarlo, dicendo di continuo che Arian era il miglior allievo che avesse mai avuto».
Intorno c’è la guerra tra il bene e il male, come si conviene in ogni fantasy. E nuove reclute verranno spedite al macello, come ogni anno… L’unica certezza è che Nike sarà tra queste.
La saga ha inizio…
Leggendo questo libro viene da pensare che per leggere un buon fantasy non è necessario attendere un autore straniero.

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