TRENTARIGHE: il libro della settimana è: “Le vite parallele” di Antonio Fusco

0

Rubrica a cura di Aldo Belli – Antonio Fusco è nato a Napoli nel 1964, è funzionario della Polizia di Stato e criminologo forense. Vive a Pistoia. E scrive romanzi gialli. Prima d’ora ne ha pubblicati tre ed ha avuto 9 riconoscimenti da importanti premi nazionali. Quello appena uscito è, dunque, il quarto libro (Giunti, pagg. 235, in libreria €.15.00, formato elettronico €.9,99).

Aldo Belli

La prima impressione leggendo le prime pagine è quella di trovarsi di fronte ad un noir. Una bambina è stata rapita. I bambini nei gialli provocano sempre una suggestione forzata. E’ diversa la partecipazione del lettore nei confronti di un adulto vittima di una violenza rispetto a un bambino. Una femmina, poi.
Proseguendo nella lettura, invece, ci rendiamo conto che non c’è niente di noir. La storia procede pulita in una città di provincia toscana snodandosi sulle dinamiche di una scomparsa impossibile. Non c’è nessun segno di effrazione in casa, un classico che ricorda Agata Christie.
Il commissario di polizia Casabona è un personaggio, direbbe Leonardo Sciascia. Del commissario Maigret il grande scrittore siciliano diceva che non era un tipo, ma un personaggio del giallo: perché ha avuto un’infanzia, ha dei ricordi, si è sposato, ha il cruccio di non avere figli, ha fatto carriera… Nello stesso modo in cui Casabona ha una famiglia, una moglie, dei figli, una propria esistenza privata come milioni di altre persone. Casabona è vivo, umano, reale. «Tanto reale» direbbe Sciascia «che a un certo punto è arrivato a sdoppiarsi, ad assumere una duplice esistenza: personaggio reale e personaggio fantastico, come quelli di Pirandello».
Le dinamiche dell’indagine per risolvere il caso espongono i limiti umani piuttosto che il genio eroico, Casabona non possiede niente dell’eroe. Anche se, guardandoci intorno, verrebbe da dire il contrario: perché è un uomo che fa il proprio dovere. Si può dire altrettanto dei coniugi Bonelli, Elvira e Mauro, i genitori di Martina?. I giorni scorrono e le speranze di ritrovarla viva diminuiscono. Ma Casabona non si arrende. Conosce anche l’importanza del caso. Come nella scena dello sconosciuto che gli ricorda di sua moglie: «Non perdetevi mai di vista».

No comments

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: