TRENTARIGHE: il libro della settimana è: ” Tutto mi è piaciuto”

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Rubrica a cura di Aldo Belli – Questo libro di Manlio Cancogni – scomparso due anni fa – è il frutto

Aldo Belli

delle conversazioni con Simone Caltabellota avvenute tra il febbraio e l’aprile 2013 nella sua casa di Marina di Pietrasanta. Caltabellota era un amico di lunga data. («Tutto mi è piaciuto. Conversazione sulla libertà, la letteratura e la vita» Lit Edizioni Roma, 2013, in libreria €.9.00, formato elettronico €.4,99).

Sei felice di trascorrere la tua vecchiaia a Fiumetto? gli chiede subito nelle prime pagine il curatore del libro. E Cancogni risponde: «Sì, è quello che desideravo. Del resto ho cominciato presto a stare qui. Nel ’40 mi sono trasferito a Sarzana perché era vicino a qua, poi nel ’41 ho conosciuto la Rori, quindi questa è diventata la mia prima casa, anche se non ci si abitava tutto l’anno. Poi, con il tempo mi sono accorto che quando vivevo all’estero ci stavo male, e tutto quello che desideravo era tornare in Italia, anzi forse nemmeno in Italia, ma qui, a Fiumetto, in questa casa… In realtà io non posso vivere che in Italia, che qui, in Versilia».
Conversazione sulla libertà. «Il ’68 mi ha visto davvero negativo in toto. In nome di cosa si sparava e si ammazzava? Cosa volevano creare poi? Una repubblica comunista? Perché volevano la libertà oltre che il comunismo, capisci? Ma sono cose incompatibili: il comunismo non si può alleare alla libertà. Non c’è niente da fare. E purtroppo c’è stata perlomeno una generazione di giovani che ci hanno creduto».
Conversazione sulla letteratura. «… forse sì, in me un vero amore, totale, verso la letteratura c’è stato soltanto negli anni Trenta: tra il ’36 e il ’38 davvero la vita e la letteratura in me erano due termini interscambiabili, ma insomma, a guardarmi indietro adesso, forse mi sono innamorato veramente più del giornalismo che della letteratura».
Conversazione sulla vita. «Lo sport, il treno e la strada. Questi sono i riferimenti della mia costellazione. Quanto ho camminato, ovunque fossi. Parigi, Milano, Roma, le Apuane. In America con venti gradi sotto zero. Camminare, sì. Camminare è stato importante. Le strade, quanto mi piacevano le strade da ragazzo…».

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