Trentasettenne marocchino maltratta la compagna: divieto di avvicinamento

0

 

PRATO – Ieri mattina, alle ore 10.00 circa, personale di questa Divisione di Polizia Anticrimine ha dato esecuzione alla misura cautelare del Divieto di avvicinamento nei confronti della compagna “more uxorio”, emesso dall’Ufficio Gip presso il Tribunale di Prato a carico di un trentasettenne marocchino, in quanto resosi responsabile, a decorrere dal 2013 e, in particolare, tra il luglio del 2016 e il maggio del 2017, di ripetuti atti intimidatori e violenti verso la donna.

La triste vicenda ha per protagonista la trentanovenne compagna pratese del nordafricano, con il quale la donna conviveva stabilmente e aveva avuto un figlio nel 2013, venendo tuttavia, anche quando era in gravidanza, spesso gravemente minacciata e vessata, sia psicologicamente che fisicamente, con condotte dell’uomo caratterizzate da prepotenza, umiliazione e violenza in genere.

Più volte percossa già dal dicembre del 2016, frequentemente apostrofata con gravi epiteti offensivi, fortemente mortificanti la sua persona, anche in presenza del figlio minorenne, la trentanovenne il 29 maggio 2017 aveva subito, peraltro, un violento pestaggio dal compagno, a causa del quale le venivano accertate lesioni personali giudicate guaribili in 4 giorni di prognosi.

La vicenda personale della donna, che in alcune occasioni aveva anche formalizzato querele nei confronti del nordafricano, talvolta poi ritirate, ha comunque complessivamente configurato la fattispecie delittuosa di maltrattamenti in famiglia, tanto da determinare l’Autorità Giudiziaria pratese all’emissione della misura cautelare in parola, che impone al marocchino di non avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla compagna e di mantenere comunque dalla stessa una distanza non inferiore a 500 metri, nonché di non comunicare con la donna con qualsiasi mezzo, provvedimento a cui ieri mattina è stata data esecuzione dal predetto personale della Divisione di Polizia Anticrimine della Questura di Prato che aveva personalmente seguito il caso.

No comments