“Troppe case senza gente, troppa gente senza casa”: blitz all’edificio sgomberato

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VIAREGGIO – Stamani, per aderire e rilanciare l’appuntamento di piazza del 4 giugno, per la campagna “Viareggio non si Vende” ( LEGGI ANCHE: “Viareggio non si vende, Viareggio non si piega!”, la neonata assemblea scende in piazza  )  l’Unione Inquilini e la Brigata Sociale Anti Sfratto, hanno eseguito un blitz all’edificio pubblico in Via Matteotti, noto alle cronache per essere recentemente sgomberato, murato e poi lasciato in totale stato di abbandono e di degrado.

“Abbiamo affisso uno striscione – scrive Michelangelo Di Beo in una nota –  e presidiato il posto parlando con i passanti; li stessi si dichiaravano increduli sulla situazione di svendita del patrimonio pubblico della città; il dissesto, non giustifica la perdita dei diritti di un cittadino di usufruire di un bene pubblico. Per questo denunciamo le politiche di speculazione di Del Ghingaro e della sua amministrazione e denunciamo l’immobilità e il danno delle politiche repressive e di facciata portate avanti dal settore casa e sociale della giunta, politiche che ricordano il “gioco delle tre carte” eludendo la città con proclami e folclore, preparando di nascosto pericolosi progetti di svendita della città. Ci accorgiamo che, per questi “governanti da salotto”, la campagna elettorale non è mai finita, un continuo bisogno di consenso li portano ad amministrare Viareggio con politiche d’immagine, ma totalmente prive di funzionalità per il tessuto sociale in crisi.  Sempre più famiglie perdono il lavoro e si trovano sotto sfratto, sempre più case pubbliche rimangono vuote e destinate alla svendita al privato per appartamenti di lusso che rimarranno a sua volta vuoti, se tutto questo ha un senso per Del Ghingaro e Mei, che lo vengano a spiegare alle decine di famiglie che sono costrette a dormire in strada, in macchina o alla stazione.  L’assessore a casa e sociale Sandra Mei e il dirigente Strippoli, ci confermano inadeguato il loro ruolo ricoperto per il settore casa e sociale, crediamo che le dimissioni debbano prenderle seriamente in considerazione. Il degrado lo state creando voi, noi riapriamo e recuperiamo gli spazi sociali e ci riprendiamo quello che ci spetta in nome della giustizia sociale”.

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