Truffe a raffica, sgominata la banda: 5 in carcere e 4 ai domiciliari

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LUCCA – Questa mattina all’alba il personale della Squadra Mobile, diretta dalla dottoressa Silvia Cascino, ha eseguito nove misure di custodia cautelare, su ordinanza emessa dal Giudice per le Indagini preliminari presso il Tribunale di Lucca, dottoressa Silvia Mugnaini, a carico di soggetti lucchesi e pistoiesi, per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla truffa, bancarotta fraudolenta, ricettazione e riciclaggio. Cinque indagati sono stati condotti in carcere, mentre quattro sono sottoposti agli arresti domiciliari. Gli arresti e le contestuali perquisizioni sono state eseguite, oltre che a Lucca, anche nelle province di Pistoia, Pisa, Prato, Cagliari e Brescia.

L’indagine, avviata nella primavera del 2015 dalla Squadra Mobile e diretta dalla Procura della Repubblica di Lucca, pm Aldo Ingangi e Salvatore Giannino, ha scompaginato un sodalizio criminale finalizzato al compimento di un numero indefinito ed elevato di truffe, operate attraverso la precostituzione e lo sfruttamento di società di facciata e consumate ai danni di aziende toscane, lombarde, venete e del centro Italia, carpendo la loro fiducia con iniziali pagamenti andati a buon fine, per sottrarsi in un momento successivo. Almeno un centinaio le truffe smascherate, realizzate con il medesimo modus operandi: le società di comodo, con sede a Lucca e nei comuni limitrofi, acquistavano dalle ignare ditte, previamente contattate da sedicenti rappresentanti, enormi quantitativi di merce di varia natura, dagli infissi, ai carburanti, alle pitture murali, ai computer, cisterne di gasolio, compressori, materiale elettrico, stufe a pallet, tosaerbe, motoseghe, pali di legno. In talune circostanze ad essere acquistati un carrello elevatore e due gru, poi rinvenute in un sopralluogo operato nel corso dell’indagine; persino attrezzature per la realizzazione di un centro estetico. Gli acquisti venivano effettuati dando in pagamento assegni posdatati, che risultavano sistematicamente non pagabili per difetto di provvista o per firma falsa. Non di rado, nelle more della scadenza del titolo, la società fittizia effettuava ulteriori ordini in modo da ottenere altri beni, nel quantitativo maggiore possibile, prima che la ditta venditrice si accorgesse della truffa. Alla scadenza dei titoli le società “schermo”, i loro rappresentanti e i referenti sparivano senza lasciare alcuna traccia, cedendo il posto a nuove società “pulite”, che continuavano indisturbate l’attività delittuosa, in luogo di quelle oramai “bruciate” per gli insoluti accumulati o perché protestate. Sovente i titoli tratti in pagamento erano oggetto di denuncia di smarrimento, presentata prima del loro utilizzo, allo scopo di evitare il successivo protesto del traente. La maggior parte degli assegni oggetto di denuncia è stata negoziata per acquistare merce dell’ingente valore di centinaia di miglia di euro. Alla prima delle società di facciata, la Resin Art, con sede legale a Pisa e Capannori, fittiziamente operante nel settore della costruzione di imbarcazioni, sono subentrate nel tempo altre società di comodo, tutte costituite con il solito obiettivo di perpetrare truffe. Tra esse “Arte & Giardino s.a.s.”, poi dichiarata fallita per cedere il posto alla “DaTor” con sede ad Uzzano.Oltre alle società fantasma, a sparire era la merce “acquistata”. Appena arrivata veniva ricaricata su autocarri e portata via, il prima possibile, per monetizzare l’acquisto e per liberare i magazzini per lo stoccaggio di quella nuova. La merce veniva così regolarmente venduta ovvero ceduta a soggetti incaricati di collocarla sul mercato nero, talora a metà del prezzo di valore. E’ il caso di una fornitura di parquet, “acquistato” a 58 euro al metro e ceduto al prezzo di favore di 28 euro; o di 60 botti in rovere, “acquistati” da una ditta di Conegliano al prezzo di 600 euro e rivendute a circa la metà. Inutili i tentativi dei poveri venditori che, accortisi della truffa, si recavano a Lucca per recuperare la merce venduta. L’attività d’indagine ha permesso nel tempo di delineare il consistente giro d’affari del sodalizio e le figure dei vari sodalizi: dall’amministratore di diritto e di fatto, all’organizzatore e supervisore che operava dietro le quinte perché impossibilitato, per condanna ricevuta, a svolgere attività commerciale; e ancora dai soggetti dediti ai contatti commerciali, trattative ed ordinativi a quelli deputati alla ricettazione e al riciclaggio mediante intestazione fittizia ed appositamente precostituita di conti correnti su cui finivano gli introiti delle truffe. Nell’operazione odierna la Polizia di Stato è stata coadiuvata da personale della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura di Lucca e da personale del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza.

Gli arrestati:

BUONDESTINO Andrea, (Salerno 1942), residente nel pistoiese, ideatore, promotore e finanziatore, con numerosi precedenti per associazione a delinquere di tipo mafioso, operava dietro le quinte perché impossibilitato, per condanna ricevuta, a svolgere attività commerciale;

TORRACCHI Daniele alias Luca Morini (Pistoia 1966), residente nel pistoiese, procacciatore di affari e amministratore di fatto delle società;

MAZZEI Moreno Giovanni (Lucca 1957), residente a Lucca, amministratore di diritto dei contratti bancari e degli assegni da utilizzare in pagamento verso ignari fornitori, dopo la denuncia preventiva di smarrimento dei relativi carnet;

GUIDI Ombretta alias IACOMELLI Alessandra (Monza 1968), residente nel pistoiese, segretaria delle varie ditte;

VENTURI Giovanni (Lucca 1964), residente a Lucca, e Torracchi erano incaricati di curare i contatti commerciali, trattative ed ordinativi;

BARBIERI Carlo (Pisa 1945) residente a Pisa, insieme a
MAPPELLI Fermo Osvaldo alias geometra Capelli (Premolo 1948), residente a Brescia con domicilio di fatto a Roma, fornivano supporto logistico mettendo a disposizione i magazzini dove veniva stoccata la merce oggetto delle forniture non pagate e si adoperavano per individuare gli acquirenti;

SCARPA Alfonso Giuseppe (Livorno 1959), residente in provincia di Brescia, tramite la PELIKAN di Gottolengo (BS) e
CERASA Sergio (Lucca 1937), residente a Lucca, tramite la Cerasa Group di Capannori

 

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