Turismo, il Commissario regionale di Forza Italia Toscana Sen. Massimo Mallegni: “DDL al Senato per la ripresa del settore”

Turismo, il Commissario regionale di Forza Italia Toscana Sen. Massimo Mallegni: “DDL al Senato per la ripresa del settore: Riforma delle professioni turistiche, sostegno ai lavoratori e alle strutture, promozione dei turismi emergenti e istituzione di una Scuola di alta formazione turistica”

Revisione del mercato del lavoro; alleggerimento del carico fiscale nei confronti delle imprese turistiche; accesso al credito e alla promozione turistica anche attraverso una revisione della governance statale. Sono i punti principali contenuti in un disegno di legge di delega al governo in materia di turismo depositato in Senato dal senatore e coordinatore regionale di Forza Italia Toscana Massimo Mallegni.

Il provvedimento, spiega l’esponente forzista, “delega l’esecutivo ad adottare uno o più decreti legislativi armonizzando norme già esistenti e semplificando quelle che ostacolano la ripresa del turismo perché superate dall’innovazione tecnologica e dall’evolversi del mercato”.

“L’insieme del turismo e del proprio indotto rappresenta oltre il 25 per cento del Prodotto interno lordo superando ampiamente il mezzo miliardo di euro di Pil”, ricorda Mallegni che elenca alcuni aspetti sui quali è inderogabile intervenire: “E’ necessario un importante piano di promozione del nostro territorio che in primo luogo spieghi al mondo che l’Italia è un luogo sicuro e protetto, che il nostro sistema sanitario garantisce l’incolumità di coloro i quali vivono e vengono nel nostro paese, oltre a valorizzare il nostro patrimonio culturale, ambientale, della qualità dell’offerta prodotta dalle nostre imprese”.

Inoltre, serve “una sinergia di tutti gli attori pubblici, comuni, regioni, Stato centrale, che assieme possano sviluppare una ‘potenza di fuoco’ erogando servizi e promozione turistica, attraverso una cabina di regia coordinata da Enit, che normalmente si occupa di in-coming nel mondo, ma in questa situazione di emergenza bisogna permettergli di operare anche all’interno del territorio nazionale come soggetto di coordinamento di tutte le attività di promozione turistica”.

E’ indispensabile “descrivere delle buone pratiche per poter usufruire di tutti servizi erogati dalle imprese del turismo in modo da garantire un’accoglienza ed una vacanza serena e protetta”, ma prima di tutto, “occorre garantire agli imprenditori, attraverso accordi chiari con le parti sociali, una tutela per sé stessi e per il personale alle loro dipendenze”.

Per Mallegni “è necessario entrare in un’ottica in cui lo Stato deve porsi al servizio delle aziende turistiche agevolando senza onerosi vincoli burocratici e fiscali tutte quelle iniziative che possano favorire la libera iniziativa privata e le potenzialità inespresse del turismo italiano”

I principi della delega

La delega fissa innanzitutto in sei mesi il termine entro cui il governo è chiamato a scrivere i decreti legislativi.

Tra i principi e i criteri direttivi, è previsto quello di organizzare le disposizioni per settori omogenei o per specifiche attività o gruppi di attività, assicurando forme di integrazione e connessione tra i vari ambiti turistici, mediante la revisione e l’aggiornamento del codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo, di cui al decreto legislativo 23 maggio 2011, n.79 per la regolamentazione di settori turistici emergenti (riscoperta delle aree rurali; mare, laghi, fiumi e lagune; il turismo nautico; il turismo delle radici per gli italiani all’estero; il turismo sanitario e termale; il turismo religioso; il turismo sportivo).

Nella redazione dei decreti si chiede di escludere “in ogni caso dall’applicazione della direttiva 2006/123/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 12 dicembre 2006 (Direttiva Bolkestein) le imprese turistiche operanti in regime concessorio sul demanio pubblico”.

Bisogna poi prevedere nel riordino della disciplina sul turismo l’inserimento del trasporto passeggeri nel turismo quale parte integrante del comparto; definire una disciplina dei contratti di locazione breve ad uso turistico; prevedere la semplificazione, la riduzione o l’eliminazione degli oneri burocratici per la nascita di nuove imprese nel settore del turismo.

Il Ddl Delega chiede poi di armonizzare con il diritto europeo la normativa nazionale in materia di turismo, nei limiti delle competenze statali, tenuto conto delle esperienze regionali già maturate in materia, mediante – tra gli altri principi – il riordino e l’aggiornamento della normativa in materia di professioni turistiche con la previsione di specifiche disposizioni per il contrasto dell’esercizio abusivo delle stesse professioni; la revisione e l’aggiornamento della normativa relativa alla classificazione delle strutture turistico-ricettive.

Al fine poi di consentire l’incremento dell’occupazione di settore e di migliorare le condizioni economiche di operatività delle strutture turistiche, prevedere forme di destagionalizzazione dei flussi turistici, attraverso misure tra cui: rifinanziamento del sistema di buoni vacanza e la semplificazione degli adempimenti connessi alla gestione dei rapporti di lavoro.

Si chiede ancora di prevedere la realizzazione di un sistema informativo che consenta una più agevole consultazione e conoscenza della programmazione turistica di ciascuna regione, di favorire lo sviluppo equilibrato del commercio elettronico, di sviluppare il modello di turismo accessibile, di promuovere, compatibilmente con le risorse disponibili a legislazione vigente, iniziative di formazione specifica nei settori turistici.

Infine, il Ddl Mallegni prevede l’istituzione, presso una università pubblica, di una Scuola nazionale di alta formazione turistica finalizzata alla formazione di figure professionali dotate di una preparazione gestionale e manageriale di livello internazionale nel settore turistico. A tal fine, è autorizzata la spesa di 400.000 euro annui a decorrere dall’anno 2021

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