Ubriachi e senza biglietto, urlano e vomitano sui sedili. Paura e delirio sul treno diretto a Firenze

Episodio di pura follia domenica sera alla stazione di Pistoia. Cinque passeggeri, cittadini nigeriani tra i 20 e i 25 anni, hanno creato il panico all’interno di una carrozza del treno, nel tratto tra Montecatini e Pistoia.
I cinque, completamente ubriachi (e senza biglietto), hanno iniziato a dare fastidio ai passeggeri, vomitando più volte sui sedili, urlando e dando di matto tutti insieme.

La polizia è intervenuta arrestando due nigeriani di 25 e 20 anni per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, e denunciandone altri due di 22 e 20 anni per interruzione di pubblico servizio e ubriachezza molesta. Si è svolto tutto nel giro di pochi minuti, a partire da quando alcuni ferrovieri hanno notato il passaggio di alcune persone che avevano comportamenti «sospetti».

A chidere l’intervento degli agenti è stato il capotreno del convoglio diretto a Firenze, che prima di arrivare a Pistoia aveva segnalato alla Polfer di Pistoia la presenza di cinque nigeriani ubriachi e senza biglietto, che si erano rifiutati di scendere dal treno alle stazioni precedenti e stavano disturbando i passeggeri, anche vomitando sui loro sedili. Uno spettacolo che aveva già suscitato le proteste degli altri passeggeri. Dopo qualche minuto dalla segnalazione del capotreno, alla stazione sono intervenuti gli equipaggi di quattro pattuglie delle volanti, che hanno invitato i soggetti a seguirli in questura. Uno di loro è subito fuggito, mentre gli altri quattro sono stati bloccati dai poliziotti. Due di questi sono stati condotti senza problemi in Questura, mentre gli altri due hanno opposto resistenza colpendo con calci e pugni gli agenti, che alla fine sono riusciti a bloccarli ed arrestarli. Tre poliziotti hanno dovuto ricorrere alle cure del pronto soccorso, con una prognosi di sei giorni ciascuno. Condotti davanti ai magistrati dopo la nottata in cella, i due arrestati hanno patteggiato ieri mattina in direttissima 18 mesi di reclusione con la sospensione condizionale. Un autentico spettacolo dell’orrore.