Umberto Cinquini ricorda Gilbert Lebigre: “Non ti scorderò mai, fratellone”

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VIAREGGIO – “Erano ancora gli anni in cui uno sguardao dei vecchi ti incuteva timore. Se Arnaldo, Silvano o Sergio Baroni ti guardavano ti mettevano i brividi addosso.  Nessuno osava azzardare, andare oltre gli schemi, provare nuove soluzioni di forme, colore, modellatura… ma poi arrivaste voi, te e la Corinne e con una risata anarchica avete spaccato il muro della rigidità”.. Un ricordo di Gilbert Lebigre, questo, del collega carrista Umberto Cinquini: “Da quel giorno in poi tutti erano coscenti che si poteva fare, che si poteva azzardare, essere liberi di creare. Forse nemmeno te ne sei mai reso conto ma hai dato autostima a tutti, sei il fratello maggiore della nostra generazione di “carristi”
Aldilà dell’aspetto Artistico ed umano è la tua caparbietà di andare a dritto nelle cose che ti rende unico ed era anche la cosa che mi fa incazzare di più. Testardo come pochi al mondo, quando ti viene in mente una cosa nemmeno le cannonate ti smontavano. In quello sei proprio “francesce” anche se per me vieni da una altro pianeta. “Non ti scorderò mai fratellone”

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