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Un corteo di persone per l’ultimo saluto al partigiano Silvano Sarti

FIRENZE – In mille si sono raccolti nella mattinata di oggi, domenica 27 gennaio, in piazza della Signoria per dare l’ultimo saluto a Silvano Sarti, protagonista della Resistenza con il nome di “Partigiano Pillo”. Presenti esponenti della politica cittadina tra cui il sindaco Nardella, (“quando muore un partigiano se ne va una parte della nostra storia: per questo oggi dobbiamo sentirci tutti partigiani”) e una rappresentanza folta dell’Anpi.

Un lungo applauso ha salutato l’arrivo della bara, portata a spalla dalla camera ardente allestita nei giorni scorsi nella Sala della Scherma di Palazzo Vecchio. Poi i discorsi ufficiali, primo fra tutti quello di Nardella che, visibilmente commosso, ha ricordato la sua amicizia con Sarti, “il suo sapere e voler parlare ai giovani” perchè “un giovane non si può voltare indietro” davanti alle ingiustizie, al fascismo. Il sindaco ha citato Primo Levi, “spesso utilizzato da ‘Pillo'” per spiegare come “nell’odio razzista non c’è razionalità”. “Da ora in poi la nostra voce – ha concluso sindaco – sarà la nostra voce. Mi dicevi sempre di non demordere, di andare fino in fondo perchè ‘questa città non la possiamo lasciare ai fascisti’. E oggi, che una ragazza fiorentina di 15 anni, con la pelle nera, va a scuola con meno serenità perchè sa che qualcuno le si potrebbe rivolgere dicendo ‘brutta negra’, cosa che qualche anno fa era molto più raro, noi dobbiamo essere più vigili che mai”.

Poi, il vicepresidente nazionale dell’Anpi Emilio Ricci: “Silvano ha sempre difeso i principi fondamentali del nostro Stato contenuti nella Costituzione”. E la segretaria della Camera del lavoro Paola Galgani che ha invece ricordato, come poi anche il segretario della Fiom di Firenze Daniele Calosi, l’impegno dell’ex partigiano nel sindacato, “nella difesa dei posti di lavoro – ha detto Galgani – e, prima ancora, per la sicurezza e la salute dei lavoratori”.I vari interventi sono stati intervallati dalle canzoni partigiane, tra cui ‘Le stelle sopra i tetti di Firenze’ al cui testo contribuì anche Sarti. Dopo Francesca Chiavacci dell’Arci, il funerale laico è stato chiuso dal presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani: “lo dobbiamo ricordare senza retorica – ha detto – perchè lui non è mai stato retorico e dobbiamo ricordare il suo orgoglio nel dire che prima di Firenze tutte le città italiane erano state liberate dagli angloamericani: ‘noi no, noi si liberò la nostra città'”. E si canta “Bella ciao”