Un drappo rosso contro i femminicidi

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LUCCA – Un drappo rosso lungo di 6 metri, calato dal balcone di Palazzo Ducale che affaccia su Cortile Carrara. Un oggetto e un gesto simbolici per sensibilizzare l’opinione pubblica locale nei confronti del dilagante fenomeno del femminicidio, la violenza sulle donne che sta mietendo vittime in tutta Italia, Toscana compresa e di cui la provincia di Lucca non è immune.

Il drappo rosso è stato calato in occasione dell’incontro svoltosi a Palazzo Ducale promosso dalla Provincia con i soggetti istituzionali e le associazioni del territorio impegnate sul tema della prevenzione e del contrasto alla violenza di genere.

Erano presenti, oltre ai rappresentanti della Provincia, quelli dei Comuni di Lucca, Capannori, Porcari, Pietrasanta Seravezza e Villa Basilica, oltre che della Procura della Repubblica, della Casa delle Donne di Viareggio, del Coordinamento antiviolenza dell’azienda Asl 12 di Viareggio, del Codice Rosa ex Azienda Asl Viareggio e del Centro antiviolenza La Luna.

“Il drappo è un no alla violenza contro le donne – afferma la consigliera provinciale delegata all’uguaglianza sociale Grazia Sinagra -, ma anche un auspicio affinché istituzioni locali, associazioni, aziende sanitarie, Centri antiviolenza, scuole e forze dell’ordine facciano davvero rete contro questo fenomeno dilagante. Un fenomeno che le cronache quotidiane ci sbattono in faccia in tutta la sua preoccupante drammaticità. Solo attraverso il contributo di tutti possiamo contribuire a diminuire i casi di violenza sia fisica che psicologica sulle donne che, sappiamo bene, sono causati da uomini conviventi, mariti o ex mariti, fidanzati o ex spasimanti. Insomma nella maggior parte dei casi sono drammi che si vivono all’interno delle mura di casa propria”.

Nel corso dell’incontro di oggi a Palazzo Ducale i soggetti interessati hanno fatto il punto sugli obiettivi indicati nel dicembre scorso dal protocollo sulle violenze di genere sottoscritto, oltre che dalla Provincia, da Prefettura, Procura della Repubblica, Questura, Comando provinciale dei Carabinieri, Conferenze dei sindaci Asl  (Piana di Lucca, Valle del Serchio e Versilia), Comuni, Azienda Usl (n. 2 e n. 12), Consigliera di Parità, Associazioni del Terzo settore, Centri Antiviolenza, Ufficio scolastico provinciale, Commissione pari opportunità di enti e altri organismi nonché i soggetti aderenti al protocollo F.r.i.d.a.

La volontà dei soggetti è di rafforzare soprattutto l’aspetto del lavoro di prevenzione contrastando gli stereotipi di genere già in ambiente scolastico-educativo fino al coinvolgimento dei soggetti maschi come, ad esempio, l’Associazione maschile plurale di Viareggio e il Centro uomini maltrattanti di Lucca, i Consultori familiari, i Codici Rosa e i Centri antiviolenza, nonché a lavorare in rete sulla formazione.

 

 

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