Un sogno che diventa realtà: al Columbus Day di New York sfila la Quintana di Foligno

NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – Ci sono delle volte in cui le emozioni che provi sono così forti che hai la sensazione che non debbano lasciarti più, ed in parte è così!

In questi momenti vorresti essere uno scrittore, un poeta, una persona capace di raccontare con le parole i sussulti dell’anima, descrivere i vorticosi battiti del cuore, fermare sulla carta le emozioni per regalare agli altri una parte della tua felicità!

Lunedi 9 ottobre 2017 è stato uno di quei giorni, avrei voluto far sentire a tutti l’incredibile calore che ho provato, mi sono sentita come una bambina che aveva realizzato il suo sogno più grande, per un giorno sono diventata la “principessa” di New York!

È incredibile, ancora non me ne capacito, eppure ero lì con un magnifico abito barocco, circondata dai personaggi che da sempre animano il corteo storico della Quintana, solo che non mi trovavo a Foligno la mia città natale, ero a New York, sulla Fifth Avenue, dove il 9 ottobre, per la prima volta i personaggi della Quintana hanno partecipato alla sfilata del Columbus Day ed io ho rappresentato la Madrina a New York.

La Giostra della Quintana è lo splendido torneo cavalleresco che si svolge a Foligno e affonda le proprie origini negli anni tra la fine del 1500 e gli inizi del 1600.

Ogni anno i 10 rioni della città (Ammanniti, Badia, Cassero, Contrastanga, Crocebianca, Giotti, Mora, Morlupo, Pugilli, Spada) rappresentati da un binomio cavallo-cavaliere, nei mesi di giugno e di settembre, si sfidano in singolar tenzone.

Il nome trae origine dalla via degli accampamenti romani dove i soldati, si esercitavano con la lancia, cercando di infilare l’anello sospeso alla mano di un fantoccio.

Dal 1946 la Giostra della Quintana è tornata a vivere grazie a un’idea di Emilio de Pasquale, folignate di adozione.

La sera prima del Palio si svolge il corteo storico per le vie del centro di Foligno in cui circa 1000 personaggi sfilano in abiti barocchi. L’abito da Madrina che indossavo è l’identica riproduzione del ritratto di Margherita di Savoia Gonzaga (1608) Viceregina del Portogallo ed è stato realizzato e donato dalla famiglia Roscini di Spello al Comitato Centrale della Quintana. Sia l’intero abito in foggia ispanica, sia tutti i gioielli sono stati riprodotti fedelmente sulla base del dipinto.

Non voglio peccare di immodestia, per una volta però lasciatemelo dire, tutto questo nasce da una mia idea. Gli anni passati vivendo da spettatrice della parata del Columbus Day, chiudevo gli occhi ed immaginavo quale poesia sarebbe stata veder sfilare tra i grattaceli della Quinta strada i magnifici costumi dei personaggi della Quintana.

Ora grazie alla mia testardaggine, al mio impegno ed a quello di tante persone che hanno creduto ad una donna come me, pazza d’amore per la sua città, quel sogno è diventato realtà, così una delegazione di 70 personaggi in costume ha portato la storia di Foligno e dell’Umbria a New York.

Tutti i problemi di organizzazione, l’impegno le difficoltà incontrate strada facendo, non hanno più nessuna importanza, per un giorno la mia città mi ha raggiunto nel luogo dove vivo e lavoro, dall’altra parte dell’oceano, la sua storia è arrivata qui con me, i suoni, le voci i costumi.

Il giorno dopo la parata del Columbus Day, si è svolta la conferenza stampa a proposito della Quintana di Foligno e della regione Umbria, seguita da una degustazione di prodotti tipici regionali. All’evento hanno presenziato: il Console Generale d’Italia Francesco Genuardi, il Presidente della Columbus Foundation Angelo Vivolo, la Vicesindaco di Foligno Rita Barbetti e un nutrito numero di tour operator e giornalisti americani.

Ho presentato due mondi che sono certa si piaceranno perché hanno molto da darsi l’un l’altro. Del resto si sa, l’Italia ama l’America, da quando l’italiano Cristoforo Colombo scoprì l’America nel 1492, e l’America ama la storia e la cultura italiana.

Lasciatemelo dire: la Quintana è una passione, è una cosa grande da spiegare, e lo capisci solo vivendola! Sono diversi anni che non sfilo per la Quintana, quasi dimenticando l’effetto che fa, ma poi mi è bastato andare in giro per le vie della città, vedere le foto dei miei co-rionali gioire e piangere per il rione Badia che ha vinto dopo ben 34 anni, ascoltare la lettura del Bando su un video You Tube, per ricordare le emozioni forti che la Quintana sa regalare.

Avevo solo un anno quando per la prima volta sfilai alla ‘Quintanella’ ossia la Quintana su misura dei bambini. Con il vestitino blu in velluto realizzato da mia mamma, mi sentivo una “Principessa”, camminavo a stenti pur di non lasciarle la mano un attimo e tenendo l’altra libera per salutare la gente che mi applaudiva. Chiamatela vanità, chiamatela solarità ma alla base di tutto avvertivo un grande senso di gioia, gioia di sentirmi coccolata dalle persone, sentirmi al centro dell’attenzione, una gioia che oggi con maturità corrisponde al “credere” in qualcosa che ci accomuna tutti, per il “senso di far festa ai cavalieri nostri” come cita il bando della Quintana.

Da bambina fino all’adolescenza la passione per Quintana è stata sempre un crescendo di emozioni, nel diventare una dama, e poi la Prima dama del rione, desiderio a cui quasi tutte le “fanciulle del reame” aspirano di diventare.

Negli ultimi due anni la passione si è tramutata in sogno, o meglio in una “missione” da realizzare; di fronte a me immaginavo il corteo storico sfilare a New York, e ora che questo sogno si è realizzato chiudo gli occhi e vedo la città di Foligno a giugno e settembre pullulare di gente da ogni parte del mondo, ristoranti, taverne, hotel affollati.

La gente affascinata dalle bellezze delle città dell’Umbria, dai luoghi naturalistici e artistici, dall’irresistibile magia del periodo barocco.

Sono mille le persone che dovrei ringraziare, quelle che hanno avuto la pazienza di ascoltarmi, che mi hanno aiutata, sostenuta, sopportata, mentre inseguivo questo mio sogno.

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