Un video ricorda l’attività del sindacalista Antonio Orazi a un mese dalla morte

LUCCA – Un video per ricordare il sindacalista d’impresa Antonio Orazi, morto il mese scorso a soli 68 anni. E’ il tributo che Conflavoro Pmi ha voluto dedicare a quello che viene definito dal presidente Roberto Capobianco “l’ispirazione riformista del mondo del lavoro della nostra confederazione”.
Il video è stato proiettato, durante il forum nazionale intitolato Contrattazione e lavoro: la libertà associativa e sindacale nel XXI secolo, organizzato proprio dall’associazione datoriale delle piccole e medie imprese. In poco più di due minuti vengono ripercorse le principali massime di Orazi, una sorta di testamento morale che rappresenta anche una stella cometa da seguire per i futuri obiettivi di Conflavoro Pmi, proprio a partire dalla applicazione di norme più eque per il mondo del lavoro.
“L’essere uomo comporta rischiare – è una delle frasi ricordate – ma rischiate per una causa giusta, rischiate per un ideale onesto, rischiate per un valore leale”. Un motto, questo, che sembra volersi incarnare proprio nell’attività dell’associazione di categoria e nel suo presidente, Roberto Capobianco, che ha sempre ritenuto Orazi come una colonna portante dell’associazione.
“Orazi – dice il presidente Capobianco – sposò fin da subito, con la sua carica riformatrice, le idee di un’associazione giovane come Conflavoro. Dai suoi studi, dalle sue analisi, Conflavoro ha tratto molte delle sue battaglie che sta continuando a combattere. Come non ricordare, ad esempio, la sua riflessione sulle libertà sindacali garantite dalla Costituzione, in cui giustamente dissertava sul concetto di associazioni sindacali ‘comparativamente maggiormente rappresentative’, una formula aleatoria che di fatto impedisce la riforma dei contratti collettivi e di conseguenza anche del mercato del lavoro”.
“Come non ricordare – prosegue Capobianco – come viene menzionato anche nel video, il suo invito a superare i propri limiti, a sbagliare pur di cercare sempre nuovi obiettivi, nuove sfide da intraprendere non per il bene proprio ma per quello della collettività. In questo senso andavano le sue battaglie per il salario minimo, per l’applicazione degli accordi di secondo livello e per l’introduzione nei contratti del salario di risultato. I suoi studi, le sue massime, come abbiamo cercato di far vedere all’interno del video a lui dedicato, continuano ad essere la stella polare del nostro lavoro. Perché, come dice la frase finale del breve filmato nulla può impedire alle idee di vivere e di circolare, se queste sono buone e intercettano i bisogni delle persone. Ed è proprio questo, intercettare i bisogni, che noi cerchiamo di fare con la nostra attività quotidiana”.

QUI IL VIDEO: