Un’altra vittima della “truffa del Rolex”

MONTECATINI- Un’altra vittima della cosiddetta truffa del Rolex e dopo aver superato la comprensibile fase di vergogna si è decisa a raccontare la sua vicenda pubblicamente  “spero che almeno altri anziani leggendo quello che è capitato a me non caschino nel tranello come ho fatto io”. La donna era andata a fare acquisti e Ponte Buggianese, suo paese di residenza.  

“Poco dopo essere ripartita – racconta – ho sentito un piccolo rumore sulla carrozzeria, ma dallo specchietto non ho visto nulla e ho proseguito normalmente. Quando ho parcheggiato per aprire il cancello di casa mia sono stata avvicinata da una donna che mi ha detto di avermi seguito perchè l’avevo colpita ad una mano e nell’urto le avevo rotto l’orologio. Mi ha chiesto di riaccompagnarla a Montecatini perchè doveva rientrare a lavorare.

Nonostante le mie resistenze, perchè dovevo preparare da mangiare a mio figlio malato, alla fine ho accettato di farla salire in auto e riportarla a Montecatini. Durante il viaggio mi ha mostrato la mano leggermente arrossata e ha detto di chiamare la mia assicurazione per risolvere la questione. Ho preso per buona la cosa e poi mi ha passato la finta assicuratrice, sicuramente una complice della donna che ha cominciato a dire che era necessario fare denuncia di quanto accaduto e che io rischiavo di vedermi sequestrata la patente, considerata anche la mia età. Quando ho sentito queste parole sono andata completamente nel pallone. Perchè, vista anche la malattia di mio figlio, per me l’auto è indispensabile”.

A quel punto la truffatrice e la sua complice hanno capito di avere in mano la vittima e hanno chiuso il piano: «Alle mie rimostranze la finta assicuratrice mi ha detto che l’unico modo era di mettersi d’accordo con la donna, ma di farlo in fretta. Così ho accettato anche quando la truffatrice mi ha detto che il Rolex che aveva al polso valeva 3.800 euro. Sono andata alla mia banca e ho prelevato quanto mi era stato richiesto e l’ho consegnata alla donna che mi ha ha fatto una ricevuta con dati ovviamente falsi e se n’è andata”.