Le mille facce di New York: dall’Italia agli Usa per amore della ricerca

NEW YORK – ( di Eleonora Pieroni ) – Moda, fashion, divertimento, arte, bussiness, di certo New York non è solo questo, impegno, ricerca, lotta contro la malattia dei nostri giorni … il cancro!

Recentemente lo studio condotto da un gruppo di ricercatori della Columbia University di New York ha scoperto che il meccanismo innescato dalla fusione di due geni provoca il glioblastoma, il più letale dei tumori al cervello. Quelli al cervello sono tra i più devastanti tumori sia nell’adulto che nel bambino. Secondo l’associazione americana per i tumori cerebrali, i tumori del cervello sono la principale causa di morte causata dal cancro nei pazienti al di sotto di 35 anni. Il campano Antonio Iavarone e la barese Anna Lasorella, che nella vita sono marito e moglie, sono i due scienziati italiani che hanno guidato il gruppo di ricercatori internazionali giunti a questa straordinaria scoperta. Nel 1999 il Dott. Iavarone e la Professoressa Lasorella hanno lasciato l’Università di Roma e l’Italia per trasferirsi negli Stati Uniti, una scelta non priva di polemiche, viste le accuse di nepotismo mosse all’Ateneo romano. A New York i nostri connazionali hanno trovato un contesto capace di valorizzare al meglio il loro lavoro. In sintesi con il loro team newyorkese hanno individuato il meccanismo, innescato dalla fusione di due geni, FGFR3 e TACC3, che causa alcuni tumori umani tra cui il glioblastoma, forse il più aggressivo dei tumori al cervello. Purtroppo la chirurgia, seguita da radioterapia e chemioterapia, non è in grado di curare questo tipo di cancro, che colpisce persone di ogni età ed uccide la maggior parte dei pazienti in meno di due anni. Ecco perché migliorare le conoscenze sui meccanismi che promuovono il glioblastoma e lo rendono così difficile da curare è l’unica strada per poterlo aggredire efficacemente. Per capire come una cellula nervosa possa diventare maligna i gruppi del Dott. Iavarone e della Dott.ssa Lasorella sono partiti dallo studio delle cellule staminali normali. A scandagliare e interpretare l’enorme massa di informazioni ottenute dallo studio titolato “A metabolic function of FGFR3-TACC3 gene fusions in cancer”, hanno contribuito anche due ricercatori dell’Università del Sannio a Benevento, Michele Ceccarelli e Stefano Pagnotta, due matematici statistici, che spesso trascorrono periodi di ricerca nei laboratori alla Columbia a New York, dove lavorano anche altri 5 italiani su un totale di una ventina di ricercatori provenienti da tutto il mondo. I due scienziati italiani hanno guidato una squadra internazionale perché tale è la ricerca, da noi però questo spesso è ancora difficile, senza il coraggio della internazionalizzazione nessun progetto potrà mai raggiungere gli ambiziosi risultati che si afferma di voler perseguire e che alla Columbia University di New York    sono stati raggiunti. Una ragione in piu’ per essere orgogliosi della forza e della passione di questi nostri due fantastici connazionali.

Amo raccontarvi le mille storie di questa città, amo scrivere, condividere con voi la scoperta di fatti, persone, episodi, che rendono unico questo luogo. Spesso New York è definita “la città che non dorme mai” e credo che lo sia non solo per i tanti negozi e attrazioni aperti 24h su 24h, ma anche perché è una città che ti permette di assorbire le sue mille vibrazioni e quindi di essere creativo e produttivo ogni momento della giornata.  New York è la metropoli del consumismo, dello show, delle attrazioni, della moda, delle mille esperienze culinarie provenienti da ogni parte del mondo, del divertimento, e spesso proprio per questo ci si dimentica di altri settori che hanno reso questa città davvero importante sul piano scientifico e della ricerca. Grazie a due italiani, ancora una volta possiamo dire di essere entrati nella storia della medicina. Un altro italiano che tenterà di entrare nella storia della medicina sarà Sergio Canavero che ha dichiarato di poter eseguire nel 2018 il primo trapianto al mondo di testa di un uomo (di nazionalità cinese) malato terminale sul corpo di un altro uomo. L’intervento richiederà ben 150 ore, un’equipe di 36 persone, e tanti milioni di dollari motivo per cui lo stesso Canavero ha lanciato l’appello ai billions di poter sostenere l’intervento. Un’altra storia ancora di un italiano che speriamo davvero possa portare ad un’innovazione nella storia della medicina del mondo.