Università: in calo i finanziamenti del Miur per gli Atenei toscani

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FIRENZE (di Giacomo Bernardi) – Le Università toscane escono dall’affannosa corsa ai finanziamenti ministeriali con le ossa rotte. E’ quanto emerge dalla lista che contiene i criteri di ripartizione del Fondo di Finanziamento Ordinario, pubblicata negli ultimi giorni dal Miur. Gli atenei regionali sono dunque costretti a rivedere i loro piani per il nuovo anno, a causa di una brusca riduzione dei finanziamenti che ha coinvolto quasi tutte le Università del centro-nord.

Il Fondo di Finanziamento Ordinario annuale per le Università italiane è di circa 7 miliardi di euro, ai quali si va ad aggiungere la cosiddetta Quota Premiale, che quest’anno ammonta a 1,3 miliardi ed è assegnata in base a quattro criteri fondamentali:

  • Qualità complessiva della ricerca universitaria (65%)
  • Politiche di reclutamento dei docenti (20%)
  • Quota degli studenti in regola con il programma di studi (8%)
  • Qualità della didattica in relazione alla mobilità internazionale degli studenti (7%)

Il peggior risultato, a livello regionale e nazionale, è quello della storica Università di Siena, che con un agghiacciante -39%, dovrà rinunciare a circa 11 milioni di euro rispetto allo scorso anno. Calano i finanziamenti anche per l’Università di Firenze (-7%), la Scuola Normale di Pisa (-2%) e l’Università per stranieri di Siena (-1%). Grandi risultati e grandi finanziamenti, invece, per la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa (+43%), per l’Università di Pisa (+4%) e addirittura eccezionali per la Scuola Imt Alti Studi di Lucca, per cui i finanziamenti cresceranno del 145%.

Risultati altalenanti e incerti che, però, non metteranno a rischio il sistema universitario regionale. Il Ministero dell’Istruzione prevede infatti una clausola di salvaguardia che assicura la sostenibilità dei bilanci degli atenei, in modo che nessuno di essi perda più del 2,25% rispetto all’anno precedente. Propositive anche le parole degli addetti ai lavori. “E’ necessario investire in ricerca – ha dichiarato Francesco Frati, rettore dell’Università di Siena – per aumentare il livello quantitativo e qualitativo dei nostri docenti e abbiamo già un piano ben avviato. Abbiamo subìto una penalizzazione ingiusta, ripartiremo più forti”.

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