Usi civici e Asbuc: l’annosa questione che giunge dal passato

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SERAVEZZA – ( di Valentina Mozzoni ) – Si è tenuto ieri sera, presso la pieve di San Martino, in località La Cappella, l’incontro informativo per la cittadinanza delle frazioni interessate dalla questione usi civici, organizzato da Asbuc. Facciamo un breve riassunto di come è nata e si è evoluta la questione.

Nel 1983 il Comune di Seravezza notifica ad Henraux l’istruttoria sull’Alta Versilia, i cui Istruttori sono: Corfini, Pizziolo e Bartelletti, da cui risulta che vi sono ampi demani civici venduti con atti considerati non legittimi e quindi da reintegrare. In quel periodo, l’Assessore agli Usi Civici in Regione e Commissario aggiunto presso il Commissariato agli Usi Civici di Roma è il dottor Carletti. Si rende necessaria una precisazione. Che si intende per demanio civico? Si intende un bene immobile da adibire ad uso civico, vale a dire, spettante ai membri di una determinata comunità che può destinarlo alla caccia, al pascolo, al legnatico e alla semina. Si tratta di un istituto che affonda le sue radici nel diritto feudale ed era finalizzato alla sussistenza di una specifica popolazione inclusa nel feudo.

Henraux ricorre, avverso il provvedimento che gli è stato notificato dal Comune di Seravezza, il 5 novembre del 1988 presso il Commissariato agli Usi Civici di Roma. Da questo momento fino all’anno 2008, ci sono una serie di rinvii in attesa di transazione. Nell’udienza dell’11 dicembre 2008 viene formulata una proposta di transazione da attivare in 5 fasi – ricognizione, destinazione aree, definizione aree interessate da attività estrattive da lasciare ad Henraux e compensazione per popolazione, schema di accordo, sottoscrizione – ma in un’udienza dell’ottobre 2010 Henraux recede sostenendo, con Avvocato Volante, che era dal ‘500 che il territorio era stato alienato e condotto verso destinazione nuova.

Segue una lunga fase di stallo nella conduzione delle udienze, in quanto si era costituito un Comitato Cittadino che sollecitava l’intervento della Regione e partecipava alle udienze, ma non poteva prendere parte al procedimento fino al momento in cui non si fosse costituito in ASBUC, e questo accadrà soltanto a novembre 2012. Ulteriore precisazione. Cosa è ASBUC? Il significato dell’acronimo è amministrazione separata beni di uso civico ed è nato per la gestione e la valorizzazione delle terre di proprietà collettiva nonché per la difesa delle stesse.

Nel 2013 ASBUC si costituirà parte del procedimento.

Fino al 2015 si susseguono una lunga serie di perizie e controperizie dalle quali emergono fatti importanti, riguardanti un passato affatto recente, che elencherò per sommi capi, ad esempio, la costituzione del Nuovo Catasto Toscano che fu occasione, in tutto il territorio, di ufficializzare possessi non legittimi con la connivenza di chi deteneva posizioni di potere e da qui iniziano a verificarsi incongruenze; il rapporto de “L’Anonimo Seravezzino’, un rapporto a stampa,  che denunziò che ad Henraux risultavano attribuiti terreni in maniera poco chiara e ciò impedì, in quel periodo, una ulteriore assegnazione.

Dalle perizie, inizia la discussione sull’enfiteusi, sull’affrancazione dei terreni e sulla validità dell’Istruttoria Alta Versilia che viene totalmente sconfessata, in giudizio.

Attualmente il Dott. Monaci è il CTP (consulente tecnico di parte Asbuc) e il Dott. Conti e il Dott. Alessandria sono i CTU (consulente tecnico d’ufficio) che collaborano con il giudice e da esso sono nominati.

Sulla base degli esiti degli accertamenti peritali, le parti, dal 2016, iniziano ad ipotizzare una transazione che viene anche vista come una sorta di tentativo di conciliazione da parte del giudice. Giovedì p.v., infatti, tutte le parti in causa, presenteranno una proposta agli Usi Civici di Roma, la quale, però, è soltanto una bozza – hanno precisato i rappresentanti Asbuc – non ha alcun valore vincolante, semplicemente si rendeva necessario presentarla al fine di evitare che non fosse il giudice a decidere, vedendo la mancata volontà delle parti e sulla base di quanto assunto fino a questo momento, ma, in seguito, quella stessa bozza dovrà essere di nuovo sottoposta al vaglio dei frazionisti, che potranno opporre le loro ragioni, e ciò sarà fatto, probabilmente, dal prossimo Consiglio dato che l’attuale, di cui facciamo parte, è prossimo alla scadenza, si andrà ad elezioni il 3 dicembre 2017. Essa prevede la reintegra di una parte dei terreni, detenuti da Henraux, ad Asbuc per  un totale di 192 ettari, Henraux acquisterebbe per Asbuc la ex-scuola di Fabbiano per € 80.000, in più pagherebbe all’Amministrazione Comunale € 49.800 per affrancazione di enfiteusi e canoni pregressi non riscossi che la stessa girerebbe direttamente ad Asbuc. Siamo coscienti – proseguono i rappresentati Asbuc – che questa proposta non è ciò che ognuno di noi avrebbe sperato di ottenere ma, in 10 anni di viaggi a Roma autofinanziati, di riunioni semideserte e di appelli caduti nel vuoto, è tutto quello che, in buona sostanza, siamo riusciti ad ottenere. Facciamo appello ai frazionisti affinché riflettano sul nostro operato e, da ora in poi, se intendono proseguire la causa, decisione che, al di là di quanto possa trasparire all’esterno, condividiamo pienamente soltanto nel caso in cui si divida anche l’onere che si deve sostenere per portare avanti un progetto di questa portata, senza sovraccaricare troppo il prossimo Consiglio di una responsabilità davvero grande in merito ad una decisione così determinante per l’intera comunità. Su questioni di vitale importanza per il nostro territorio non possono e non devono nascere rivalità tra le popolazioni della montagna e nessuno dovrebbe strumentalizzare la questione a fini politici, cerchiamo di usare il buon senso ed arrivare ad una conclusione di questa vicenda che sia davvero nell’interesse della collettività.

 

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