Valditara-Nardini, scontro sulla dispersione scolastica

Il ministro dell’Istruzione e del Merito Giuseppe Valditara attacca, l’assessora regionale all’Istruzione della Toscana Alessandra Nardini replica. È stato un giovedì di polemiche sull’asse Roma-Firenze, con al centro il tema della dispersione scolastica, della situazione nella provincia di Prato e delle politiche per la scuola pubblica.

“Sulla dispersione c’è una eccezione: la provincia di Prato mi ha fatto riflettere, ha una dispersione e abbandoni pazzeschi – ha affermato Valditara –. Mi è stato detto che in alcune scuole il 70% di studenti cinesi non va a scuola, bisogna intervenire. Non è un caso che la Toscana sia in controtendenza mentre, al contrario, su questo aspetto la Campania ha risultati straordinari. Monitorerò attentamente la situazione a Prato, bisogna estendere il decreto Caivano. Anche la dispersione esplicita è in calo netto al 6,3% e aumentano di quasi un punto gli studenti eccellenti”.

Alle dichiarazioni del ministro ha replicato l’assessora regionale Alessandra Nardini, che ha contestato l’impostazione del Governo sulle politiche scolastiche.

“Sarei lieta di confrontarmi col ministro Valditara, ci ha imposto tagli, il dimensionamento – ha dichiarato Nardini –. La dispersione scolastica in Toscana ha numeri migliori rispetto a quella di altre regioni. Se lui è preoccupato, io sono molto preoccupata come lui e quindi ci metta delle risorse che non sono gli atti che sta portando avanti o l’idea di piegare la scuola alle esigenze del profitto”.

L’assessora ha aggiunto che le scuole hanno bisogno di dirigenti, di personale, di evitare classi troppo affollate e di maggiori investimenti. “Questo è un Governo che sulla scuola pubblica, così come sull’università, taglia: è una precisa scelta politica di cui credo il ministro, insieme al suo Governo, dovrà assumersi tutta la piena responsabilità – ha concluso Nardini –. Sono disponibilissima a un confronto, così almeno ci farà anche sapere quando intende finanziare il piano triennale di edilizia scolastica”.

Lo scontro tra il ministro e l’assessora riporta al centro del dibattito il tema della dispersione scolastica, con particolare attenzione alla situazione di Prato e alle richieste di maggiori risorse per il sistema dell’istruzione.

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