Vasectomia: come, quando e perchè (ma soprattutto, si può fare?)

VIAREGGIO – ( di Luca Lunardini ) – Forse complice la crisi economica o più semplicemente una maggiore consapevolezza di se e della coppia, è sempre più frequente ascoltare, negli ambulatori uro-andrologici, da parte dei maschietti (spesso accompagnati dalla partner) una domanda\richiesta del tipo: “Dottore, vorrei quel piccolo interventino, sa quello per non avere più figli…”

Parliamo di quell’intervento, fino ad oggi quasi tabù, noto come VASECTOMIA, o, più scientificamente, LEGATURA E SEZIONE DEI DOTTI DEFERENTI.

Si tratta, fondamentalmente, della legatura dei dotti deferenti dell’uomo, tubicini in cui viaggiano gli spermatozoi prima di mescolarsi al liquido spermatico proveniente dalla prostata. Un semplice (ammesso e non concesso che esista il concetto di “semplice” in chirurgia…) ma delicato intervento chirurgico che si effettua nella maggior parte dei casi in anestesia locale. La durata dell’intervento, in genere, non supera i trenta minuti ed è eseguita in Day-Surgery. Dopo la incisione della cute scrotale si effettua l’esteriorizzazione del deferente dalla breccia cutanea, la sua sezione e la legatura dei due monconi (per legare oltre ai fili si possono usare clips vascolari, elettrocoagulazione). La cosa va fatta, ovviamente, su ambedue i testicoli (!). L’intervento non ha particolari controindicazioni a parte una eventuale allergia agli anestetici locali oppure la presenza di infezioni. Vi sono inoltre alcune patologie che aumentano il rischio di fallimento o rendono difficoltosa la performance chirurgica, come pregressi traumi scrotali, idrocele, varicocele, pregressi interventi nella zona. Le complicanze immediate, post-chirurgiche, che possono insorgere sono di lieve entità e comuni a ogni intervento, vale a dire ematoma e infezione della ferita.

Indispensabili, però, alcune precauzioni: l’uomo non diventa sterile immediatamente dopo l’intervento: dopo l’operazione, restano sempre alcuni spermatozoi attivi nel liquido seminale.  Il risultato definitivo si ottiene dopo circa 90 giorni e deve essere confermato da almeno 3 spermiogrammi consecutivi. Durante questo lasso di tempo il paziente e la partner dovranno adottare altri metodi contraccettivi.

Esiste, inoltre, una remota possibilità che l’operazione fallisca (meno dell’1 %) e che quindi la partner del paziente possa rimanere incinta dopo il normale periodo di tre mesi, che si considera a rischio. Ciò accade se i dotti non vengono bloccati completamente durante l’intervento o, in casi ancor più rari, se le estremità tagliate del dotto si uniscono da sole, o un’apertura si allarga in modo tale da far passare lo sperma.

Una osservazione importante: Il paziente continuerà a emettere sperma (!) ma questi sarà formato solo dal liquido secreto dalla prostata e dalle ghiandole uretrali e sarà invece privo degli spermatozoi che resteranno nel testicolo. Non avverrà, inoltre, alcuna modificazione della propria virilità esteriore, poiché l’intervento non implica alcuna modificazione ormonale, né ci sarà alcun calo del desiderio sessuale che resterà immutato.

L’intervento, in altre parole, non inibisce a nessun livello l’erezione del pene o il raggiungimento dell’orgasmo nell’uomo, come a volte temono i pazienti.

Attenti: INDIETRO NON SI RITORNA! Circa il 10% dei soggetti sottoposto a vasectomia, per cause diverse, a distanza di tempo, decide di provare a tornare indietro. Tuttavia l’intervento va considerato “quasi” irreversibile. Si può tentare un intervento di microchirurgia per ricostruire la continuità dei deferenti ma le percentuali di successo non sono esaltanti (si parla di meno del 30% di buoni esiti). Piuttosto si può, invece, eseguire un prelievo di spermatozoi direttamente dai testicoli (che, come abbiamo visto, continuano a produrli) per provare a utilizzarli nell’ambito di percorsi di Procreazione Assistita, con percentuali di successo che variano dal 15 al 25%.

Questa la medicina, con le sue indicazioni, tecniche, accorgimenti. Ma, purtroppo, la storia della vasectomia, almeno in Italia, non si ferma qui, e la medicina finisce in questo caso per mischiarsi con la Legge: In Italia il ricorso alla vasectomia è molto limitato rispetto ad altri Paesi europei ed è soprattutto svantaggiato dall’assenza di una legislazione chiara in merito. Negli ultimi anni si è assistito ad un cambiamento di valutazione verso questo intervento, che dall’essere considerato come una mutilazione grave ed invalidante è oggi riconosciuto quale diritto individuale. Oggi l’orientamento giurisprudenziale italiano, grazie all’abrogazione della norma che proibiva la sterilizzazione e la legittimità della vasectomia sancita da importanti sentenze giuridiche, tende a ritenere pienamente lecita la sterilizzazione consensuale. Ciononostante manca ancor oggi, nel sistema normativo, una regolamentazione organica di questa attività medico-chirurgica (benché il parlamento abbia annunciato svariati progetti di legge ma a tutt’oggi tutti fermi nelle pastoie e lungaggini della politica nazionale), e questo rende, ancor oggi, negli ospedali Pubblici, purtroppo un po’ faticoso il percorso burocratico per giungere all’intervento, d esempio (il lettore mi perdonerà la discrezione per “addetti ai lavori”) non riconoscendo per questo intervento un chiaro DRG  ( acronimo di Diagnosis Related Groupsche, utilizzato per indicare la retribuzione di ogni intervento medico-chirurgico).

E’ chiaro come, alla luce quanto detto, divenga, più che mai, assolutamente indispensabile una adeguata informazione pre-, intra- e post-operatoria. Una informazione su norme, tecniche, risultati e (purtroppo) normative che urologi e andrologi dovranno fornire ai loro pazienti, in un clima di assoluta chiarezza e fiducia reciproca.

FORSE NON SAPEVATE CHE: Le stime mondiali sulla vasectomia parlano di 50-60 milioni di uomini sterilizzati e del 5% delle coppie in età riproduttiva che hanno scelto questo metodo di contraccezione definitivo. La pratica è particolarmente diffusa in Nuova Zelanda (23% della popolazione maschile!), Stati Uniti, Olanda (11%), Australia (10%), Cina (8%), India e Gran Bretagna (7%). Più difficile stabilire l’incidenza di vasectomie nel nostro Paese. Sul database on-line del Ministero della Salute emergono dati molto interessanti ma piuttosto incompleti. Essi dimostrerebbero che in Italia, dal 1999 al 2003, sono stati effettuati 1145 interventi di vasectomia ma solo 400 con esplicita indicazioni di sterilizzazione maschile. Qualcosa non torna!

RubriSex la rubrica di sessuologia è tenuta da:

Patrizia Mascari, Psicologa, Consulente di coppia è Professore a.c. UNIFI, Autrice di numerose pubblicazioni, tra cui “L’immaginario, Fantasie e Sessualità’ ed. Franco Angeli. Per ulteriori informazioni la dottoressa è contattabile all’indirizzo mail: pamaca@tin.it.              E

LUCA LUNARDINI Medico-Chirurgo, Specialista UROLOGO con incarico di Alta Specializzazione in ANDROLOGIA, dirigente medico presso la Unità Operativa di Urologia della A.S.L. 12 Versilia. E’ contattabile, per qualsivoglia approfondimento, via email al seguente indirizzo: luca.lunardini1@tin.it

 

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