Verità e giustizia per la strage di Viareggio: in tanti alla fiaccolata aspettando la sentenza

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VIAREGGIO – ( di Letizia Tassinari ) – Viareggio, stazione. L’appuntamento era per le 21, e in tanti, circa 300, si sono ritrovati allo scalo ferroviario per la fiaccolata in ricordo della strage del 29 giugno 2009. Un modo, questo, per “farsi sentire” in attesa della sentenza del processo in primo grado, in corso al Polo Fieristico di Lucca,  che dovrebbe arrivare entro gennaio prossimo. I familiari delle vittime, Il Mondo che Vorrei e Assemblea 29 Giugno, hanno chiamano a raccolta l’intera città  per far ascoltare la voce di chi quella notte ha visto distrutta la sua vita, perso gli affetti più cari e la casa. Cittadini comuni, e anche fasce tricolori da tutta la Versilia, hanno risposto all’appello. Nonostante la temperatura fredda di una notte di fine dicembre. “Non si può pensare che nel cercare la verità non si tengano in considerazione 32 persone brutalmente assassinate nella notte del 29 giugno 2009”, a parlare sono Marco Piagentini, a cui il fuoco assassino ha ucciso moglie e due figli piccolissimi, Daniela Rombi, madre coraggio la cui figlia Emanuela mori dopo giorni di agonia per le ustioni riportate, e Riccardo Antonini, il ferroviere licenziato che da sempre si batte per la sicurezza ferroviaria. Un corteo, per chiedere verità e giustizia e per dire no alla prescrizione che incombe su alcuni capi di imputazione, che ha sfilato silente, con le candele accese, fino alla Casina dei Ricordi, luogo simbolo di quella notte di inferno, a due passi dalla via Ponchielli, dove morirno 32 innocenti: i loro nomi, scanditi dal suono della campana, sono stati letti uno ad uno, come orami ogni 29 del mese da quel giorno da incubo che nessun viareggino scorderà mai. Il ricordo non è sopito, il dolore è ancora forte, e l’odore, quello della morte, nessuno lo scorderà mai. Solo una sentenza di condanna potrebbe ridare fiducia in chi nella giustizia crede e l’aspetta ormai da 7 anni e mezzo.

( foto di Iacopo Giannini )

 

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