Il tempo delle attese è finito. A pochi giorni dal nuovo tavolo convocato in Regione Toscana, i sindacati tornano a chiedere risposte a Cesar Spa sulla vertenza che riguarda il magazzino Acqua & Sapone di Piancastagnaio e il futuro di 56 lavoratori e delle loro famiglie.
Filcams CGIL Siena, Fisascat CISL Siena e UILTuCS Toscana Area Siena intervengono nuovamente sulla vicenda del sito produttivo e logistico dell’Amiata, chiedendo all’azienda il rispetto degli impegni assunti nell’ultimo incontro tenutosi in Regione Toscana. In quella sede, spiegano le organizzazioni sindacali, Cesar Spa si era impegnata a fornire risposte puntuali sulle prospettive occupazionali delle lavoratrici e dei lavoratori, sulle condizioni economiche, sugli incentivi, sulle eventuali ricollocazioni, sul reintegro dei prodotti per nuove commesse e sul futuro produttivo dello stabilimento.
Ad oggi, però, quei chiarimenti non sono ancora arrivati. Una situazione che, secondo i sindacati, rende difficile comprendere come possa svilupparsi concretamente il percorso di confronto che avrebbe dovuto precedere il nuovo incontro già fissato in Regione per il 17 giugno alle ore 15.
Le sigle sindacali evidenziano come, in queste settimane, le istituzioni abbiano dimostrato con i fatti il proprio impegno nella ricerca di una soluzione. La Regione Toscana, insieme agli enti locali, ha svolto un ruolo di coordinamento e stimolo per favorire il mantenimento dei livelli occupazionali e individuare prospettive per il sito di Piancastagnaio.
Secondo Filcams CGIL Siena, Fisascat CISL Siena e UILTuCS Toscana Area Siena, la vicenda presenta inoltre un elemento particolarmente anomalo: “In assenza di crisi, un’azienda sana decide di chiudere un sito che dava lavoro e sostentamento a 56 famiglie al solo fine di massimizzare ulteriormente i guadagni”. Nonostante questo, i sindacati ribadiscono di aver sempre privilegiato il confronto e la disponibilità a valutare ogni proposta in grado di garantire una soluzione dignitosa per tutti i lavoratori coinvolti.
Particolare attenzione viene rivolta anche alle manifestazioni di interesse e alle visite effettuate da soggetti potenzialmente interessati a percorsi di reindustrializzazione. “Qualsiasi opportunità dignitosa, utile a garantire continuità occupazionale e produttiva, rappresenta oggi un patrimonio da valorizzare”, affermano le organizzazioni sindacali.
Da qui l’appello diretto all’azienda: “Chiediamo a Cesar Spa di battere un colpo e di rispettare gli impegni assunti al tavolo regionale. È il momento delle risposte, della chiarezza e della responsabilità”.
In assenza di riscontri concreti, concludono i sindacati, lavoratrici e lavoratori insieme alle organizzazioni sindacali sono pronti a mettere in campo ulteriori iniziative di mobilitazione e pressione affinché venga garantito un futuro occupazionale certo e dignitoso.
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