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Via Mariti, Firenze ricorda le cinque vittime. Funaro: “Resta una ferita aperta nella nostra città”

A un anno dalla strage nel cantiere Esselunga di via Mariti, a Firenze la città si è fermata per ricordare le cinque vittime del crollo del 16 febbraio 2024.Stamani si è svolta una cerimonia sobria e s ilenziosa, con la deposizione di una corona davanti alla targa commemorativa installata un anno fa. Hanno perso la vita Luigi Coclite, 59 anni; Mohamed Toukabri, 54; Mohamed El Farhane, 24; Taoufik Haidar, 45; e Bouzekri Rahimi, 56. “La strage di via Mariti rimane una ferita aperta nella nostra città. Momenti come questi parlano da soli – ha dichiarato la sindaca Sara Funaro -. Abbiamo deciso di mantenere un momento di silenzio, di attenzione, di ricordo e di rispetto verso tutti i familiari. Alcuni di loro sono qui con noi e li ringrazio”. Parole condivise anche dall’assessora all’urbanistica Caterina Biti, che ha ribadito come al momento non siano possibili sviluppi sull’area.
Sul destino dello spazio dove sorgeva il cantiere Esselunga, Funaro ha ricordato di aver espresso fin dall’inizio l’auspicio di realizzare un parco. “Ci sono arrivate richieste anche dai comitati, dalla parrocchia, da vari cittadini con una serie di proposte”, ha spiegato.
Tuttavia, il cantiere è ancora sotto sequestro e ogni decisione è rinviata. “Incontreremo volentieri tutti quelli che ci hanno scritto per avviare un confronto, ma in questo momento la situazione non può avere evoluzioni”, ha precisato la sindaca.
Biti ha sottolineato che sarà necessario attendere la fine del sequestro per comprendere “l’intenzione vera e chiara della proprietà rispetto a questa zona”. L’assessora ha inoltre parlato di “questione molto tecnica” in riferimento al ricorso al Tar presentato dall’azienda dopo che il Comune ha dichiarato scaduti i diritti a costruire secondo il progetto approvato in precedenza. Per Funaro, il passo successivo sarà «mettersi a un tavolo e capire quale può essere la disponibilità da parte della proprietà», con l’auspicio di consegnare alla città uno spazio con servizi e un luogo che possa diventare memoriale della tragedia.


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