“Probabilmente la votazione avvenuta nel consiglio comunale di ieri, non è valida. È avvenuta una sospensione in quanto mancava il numero legale, garantito poi dalla presenza del sindaco che non doveva essere contato. Mi auguro che istituzioni e prefettura leggendo le notizie si interessino alla situazione. Faccio appello al prefetto che si informi di quanto avvenuto nel consiglio comunale”. Alessandro Santini, consigliere del Gruppo misto, è il primo a parlare durante la conferenza stampa organizzata in comune a Viareggio l’indomani della contestata votazione delle controdeduzioni al piano strutturale che aveva portato 8 consiglieri comunali ad annunciare la loro assenza e tantissime polemiche. Una giornata di votazioni che si era stoppata in quanto alcune votazioni erano state eseguite in assenza della metà dei consiglieri più uno, ovvero 13 su 24, necessari in situazioni come quella di ieri, 16 aprile.
“Potevano essere approvate prima le osservazioni o controdeduzioni che non ieri? Sì – osserva David Zappelli, consigliere del gruppo misto anch’egli, come Santini, assente annunciato durante le votazioni – Il cronoprogramma Pierucci prevedeva che il consiglio comunale potesse essere celebrato prima della fine dell’anno scorso. E allora perché si è celebrato ieri? Cosa c’è dietro questa convocazione? Non lo so, ipotizzo che l’accordo politico palesato dopo la candidatura di Grilli abbia garantito i numeri e di poterlo fare giusto ieri”.
“Dopo 10 anni il segretario (Fabrizio Petruzzi, ndr) demanda al consiglio comunale la decisione, per la prima volta non si prende la responsabilità – aggiunge il consigliere Luigi Troiso – Poi è stato inventato un emendamento per renderlo più credibile. In 13 anni di consiglio non ho mai visto una cosa del genere. È venuta fuori tutta l’arroganza. E se non fosse valido il consiglio comunale, ci sarebbe anche il danno erariale”.
Mancava alle votazioni anche la consigliera Silvia Bertolucci, autentica stakanovista che fino ad ora era mancata una sola volta in consiglio. “Per me non essere in Comune è stato dare un segnale forte – commenta Bertolucci – Consentitemi il rammarico sulla comunicazione istituzionale posta sulla pagina istituzionale del comune di Viareggio da parte della giunta, dove è stata espressa una censura nei confronti della nostra condotta”.
Sulle pagine social del Comune si era parlato della votazione come “un atto di responsabilità amministrativa verso la città” lasciando così ipotizzare altro atteggiamento da chi aveva deciso di non presentarsi in consiglio. “Passi la propaganda politica sulle pagine social personali di ciascuno di consiglieri e assessori ma l’utilizzo della pagina istituzionale è un fatto gravissimo – sentenzia Zappelli – Chiediamo l’intervento dell’Agcom”.




