Viareggio, il discorso integrale di insediamento di Sara Grilli

Di seguito il discorso integrale di insediamento della neosindaca di Viareggio, nonché prima cittadina donna della storia della città, Sara Grilli.

“Signore e Signori Consiglieri, cittadine e cittadini di Viareggio e Torre del Lago,
benvenuti. Con l’insediamento di questa Amministrazione si apre una nuova pagina della storia di
Viareggio. Desidero innanzitutto rivolgere un sincero ringraziamento a tutte le cittadine e a tutti i
cittadini che hanno partecipato alle elezioni. A chi ha riposto la propria fiducia nella nostra
proposta, ma anche a chi ha compiuto scelte diverse. Da questo momento sono la sindaca di tutta Viareggio e di tutta Torre del Lago, senza distinzioni.

Rivolgo un saluto ai consiglieri comunali, ai quali spetterà, insieme alla Giunta, il compito
di governare la città nei prossimi cinque anni.
La democrazia vive del confronto e auspico che il dibattito in questa assise sia sempre
all’altezza della storia della nostra città. Fermo nei contenuti. Mai offensivo nei toni.
Determinato nelle idee. Mai divisivo nei rapporti.

La politica può essere appassionata senza essere aggressiva. Rigorosa senza diventare
arrogante. È questo il clima che vorrei accompagnasse il lavoro dei prossimi cinque anni.
Lo dobbiamo ai cittadini e alle istituzioni che rappresentiamo.
Mi auguro inoltre che nessuno dimentichi mai una cosa: prima delle appartenenze
politiche e delle legittime contrapposizioni, esiste un interesse più grande. L’interesse di
Viareggio. È questo il principio che dovrà guidare tutti noi.

Desidero rivolgere un pensiero anche ai dipendenti del Comune. La qualità di
un’Amministrazione non dipende soltanto dalle idee di chi governa. Dipende dalla
professionalità, dalla dedizione delle donne e degli uomini che ogni giorno, spesso lontano
dai riflettori, rendono possibile il funzionamento della macchina comunale. A loro va il mio
rispetto. E il mio impegno sarà quello di valorizzarne competenze, capacità e
professionalità.

Un ringraziamento va inoltre alle Forze dell’Ordine, alla Polizia Municipale, ai Vigili del
Fuoco, alla Protezione Civile, al personale sanitario, al mondo della scuola, alle
associazioni di volontariato, al terzo settore, alle categorie economiche, ai sindacati, agli
imprenditori, agli artigiani, ai commercianti, agli operatori turistici, alle società sportive, alle
associazioni culturali e a tutte quelle realtà che ogni giorno costruiscono il tessuto vivo
della nostra città.

Oggi, per la prima volta nella storia di Viareggio, una donna assume il ruolo di
Sindaca. Essere la prima sindaca di Viareggio rappresenta certamente un motivo di emozione
personale, ma è anche un segnale importante per la nostra comunità. E spero che, da
oggi, ogni bambina che entrerà in quest’aula possa pensare che guidare la propria città
non sia un’eccezione, ma una possibilità naturale.

Care Consigliere, cari Consiglieri, il mandato che oggi inizia non nasce soltanto dal
risultato di un’elezione. Nasce da un progetto civico.
Per noi il civismo è una scelta di metodo. È l’idea che una città venga prima delle
appartenenze. Che le competenze abbiano più valore delle bandiere.
Abbiamo scelto il civismo perché crediamo che amministrare un Comune significhi avere
un unico interesse da difendere: quello della comunità.
Il civismo non significa rinunciare ai propri valori. Significa avere la libertà di scegliere, ogni
volta, la soluzione migliore per Viareggio, senza chiedersi da quale parte politica
provenga.
È questo il patto che abbiamo proposto ai cittadini. Un patto fondato sulla responsabilità.
Sulla concretezza. Sulla legalità. Sul rispetto delle risorse pubbliche. Sulla trasparenza.
Sulla partecipazione.

Chi amministra una città non ricomincia mai da zero. Ogni amministrazione eredita una
storia. Riceve risultati da consolidare, problemi ancora aperti, sfide nuove da affrontare.
Per questo credo che una buona politica debba avere sempre l’onestà di riconoscere ciò
che è stato costruito. Negli ultimi anni Viareggio ha ritrovato stabilità finanziaria, maggiore credibilità istituzionale, una macchina amministrativa più solida, una capacità di investimento che per lungo tempo era sembrata impossibile. Sono stati avviati interventi importanti che oggi
rappresentano una base sulla quale costruire il futuro. Di questo ringrazio la passata
Amministrazione e il sindaco Giorgio Del Ghingaro. E’ stato fatto un lavoro enorme, e
Viareggio non può dimenticarlo.

Ma ogni stagione amministrativa ha una propria missione. Il nostro compito sarà custodire
ciò che Viareggio è oggi e costruire ciò che Viareggio può diventare.
Se gli anni che abbiamo alle spalle sono stati quelli del risanamento, quelli che oggi
iniziano dovranno essere gli anni della qualità.
Della qualità della vita che comincia dal marciapiede che percorriamo. Dalla strada sulla
quale accompagniamo i nostri figli a scuola. Dall’illuminazione di una piazza. Da un
giardino pubblico curato. Da un quartiere che non si sente dimenticato. Da un ufficio
comunale che risponde. Da un autobus che arriva.

Per questo motivo voglio dirlo con chiarezza: continueremo a investire nelle grandi
infrastrutture, perché sono decisive per lo sviluppo della città, ma non permetteremo mai che le piccole cose diventino meno importanti. Perché sono quelle che ogni giorno cambiano la vita delle persone. Una città curata è una città che trasmette rispetto. E quando un’Amministrazione dimostra rispetto per la propria città, anche i cittadini imparano ad averne cura.

Accanto alla qualità urbana c’è un’altra parola che accompagnerà il nostro lavoro:
Sicurezza. Una parola che troppo spesso viene utilizzata per dividere. Io credo invece che debba
unire.
La sicurezza non appartiene a una parte politica. Appartiene ai cittadini. È la serenità di
una famiglia. È la libertà di una donna di attraversare una strada la sera. È un anziano che
può sedersi su una panchina senza paura. È un commerciante che apre il proprio negozio

sapendo di non essere solo. È un turista che sceglie Viareggio perché la percepisce come
una città ordinata, accogliente e sicura. Per questo continueremo a rafforzare la collaborazione con Prefettura, Forze dell’Ordine e Polizia Municipale. Investiremo nella videosorveglianza, nelle tecnologie, nella prevenzione e nel presidio del territorio.
Ma sarebbe un errore pensare che la sicurezza dipenda soltanto dai controlli. La sicurezza
nasce anche dalla bellezza. Da una città illuminata. Da una pineta vissuta. Da un quartiere
frequentato. Da politiche sociali capaci di prevenire l’emarginazione.
La sicurezza e la coesione sociale non sono due obiettivi in contrasto. Sono due facce della stessa idea di città. Ed è questa l’idea di Viareggio che vogliamo costruire. Ma una città vive non solo di servizi ma anche della capacità di creare opportunità di lavoro. Di impresa. Di crescita. Di futuro.
Viareggio ha una fortuna che troppo spesso noi stessi dimentichiamo. Possiede un
patrimonio economico, culturale e umano straordinario. Siamo una città conosciuta nel
mondo. Lo siamo per il Carnevale. Per Puccini. Per il mare.
Ma lo siamo anche per quella straordinaria capacità di trasformare il sapere artigiano in
eccellenza industriale. Penso ai nostri cantieri, alla nautica. Un distretto produttivo che
rappresenta un’eccellenza internazionale e che continua ad attrarre competenze,
professionalità e investimenti.
Penso ai pescatori che ogni giorno escono in mare mantenendo viva una tradizione che
appartiene alla nostra identità. Ma anche ai commercianti, agli artigiani, alle imprese del
turismo, agli operatori balneari, al florovivaismo, alle attività agricole. A tutti coloro che, con
il proprio lavoro, fanno crescere questa città.
Non esiste una buona politica sociale senza una buona economia. Perché il primo
strumento di inclusione, di libertà, di dignità, è il lavoro.
Per questo il nostro programma guarda allo sviluppo economico come ad una
responsabilità pubblica. Non è il Comune a creare ricchezza. Ma è il Comune a creare le
condizioni affinché chi investe, chi produce e chi lavora possa farlo in una città moderna,
efficiente e competitiva.
Vogliamo rendere più semplice il rapporto con l’amministrazione. Ridurre i tempi.
Semplificare le procedure. Accompagnare le imprese invece di ostacolarle. Costruire una
città che sappia attrarre investimenti senza perdere la propria anima.
In questa visione il porto occupa un posto centrale: non è soltanto un’infrastruttura. È
uno dei cuori economici della nostra comunità. E’ lavoro, impresa, innovazione,
formazione.
È il luogo dove il sapere antico del mare incontra la tecnologia più avanzata. Per questo
continueremo a sostenerne lo sviluppo. A migliorarne l’accessibilità. A renderlo sempre più
funzionale e competitivo.
Lo stesso vale per la Via del Mare. Qualcuno la considera soltanto una nuova strada.
Per noi rappresenta molto di più. È un’opera che migliora la qualità della vita dei quartieri,
alleggerisce il traffico, rende più efficiente la logistica delle imprese nautiche e rafforza il
rapporto tra città e porto. È un’infrastruttura che mette insieme ambiente, economia e
vivibilità.

Accanto alle infrastrutture dobbiamo avere il coraggio di investire sulle idee.
Viviamo in un tempo nel quale la ricchezza si costruisce attraverso la conoscenza. Per
questo vogliamo rafforzare il rapporto tra Viareggio, l’Università, i centri di ricerca, il
sistema della formazione e le imprese.
L’Incubatore delle Imprese del Mare che nascerà nell’edificio di via Matteotti, non sarà
semplicemente un edificio. Sarà un luogo dove giovani, ricerca, innovazione e impresa
potranno incontrarsi. Perché il futuro della nautica non si costruisce soltanto nei
capannoni. Si costruisce anche nei laboratori. Nelle aule. Nei luoghi dove nasce il sapere.
E dove il sapere diventa impresa.
Lo stesso sguardo dobbiamo averlo verso il turismo. Viareggio è già una grande
destinazione turistica. Ma può diventarlo ancora di più. Non inseguendo i grandi numeri
ma puntando sulla qualità.
Vogliamo una città viva tutto l’anno, che sia capace di offrire esperienze diverse. Il mare.
La natura. La cultura. Lo sport. I congressi. La musica. Gli eventi. La buona cucina. Le
tradizioni. Tutto questo deve diventare un unico racconto. Un’unica identità. Una sola
destinazione: Viareggio.
Una città che accoglie senza perdere se stessa. Che cresce senza snaturarsi. Che sa
essere internazionale rimanendo profondamente legata alle proprie radici.
Per questo continueremo a investire nella Passeggiata, nelle pinete, nei percorsi ciclabili,
negli impianti sportivi, negli spazi pubblici, nella valorizzazione del nostro patrimonio
culturale e ambientale.
Perché la bellezza non è un lusso. È un’infrastruttura economica.
Una città bella attrae persone. Una città curata attrae investimenti. Una città che valorizza
la propria identità costruisce lavoro.
Ed è esattamente questa la direzione nella quale vogliamo andare. Non limitarci ad
amministrare il presente. Ma preparare il futuro.
Una città è una comunità. E una comunità si riconosce da come si prende cura delle
persone. Soprattutto di quelle che attraversano momenti di difficoltà. Per questo il nostro
progetto mette al centro la persona. Non come principio astratto, ma come criterio
concreto con cui orientare ogni scelta amministrativa.
Una città cresce davvero quando nessuno si sente invisibile. Quando un anziano non
viene lasciato solo. Quando una persona con disabilità trova servizi, spazi e opportunità.
Quando una famiglia sa di poter contare sulle istituzioni. Quando un ragazzo attraversa un
momento di fragilità e incontra qualcuno che lo ascolta prima che quel disagio diventi
solitudine.
Questa è l’idea di comunità che vogliamo costruire. Il welfare non è voce asettica di
bilancio, è un investimento sulla dignità delle persone.
Lavoreremo perché il diritto alla casa non sia soltanto un principio, ma una possibilità
concreta per chi oggi fatica a trovare un’abitazione dignitosa. Per le giovani coppie. Per chi
lavora ma non riesce a sostenere i costi del mercato. Per chi vive situazioni di temporanea
difficoltà. Per gli anziani. Per le persone sole.

La casa non è semplicemente un tetto. È il luogo da cui ricomincia una vita.
Ed è per questo che vogliamo sviluppare nuovi modelli abitativi, progetti di cohousing e
percorsi di autonomia che mettano al centro la persona e non soltanto il bisogno.
Lo stesso principio guiderà il nostro rapporto con la sanità territoriale. Il Comune
non gestisce direttamente i servizi sanitari. Ma ha il dovere di essere il primo interprete dei
bisogni della propria comunità.
Le nuove Case della Comunità, l’Ospedale di Comunità, il rafforzamento dell’assistenza di
prossimità rappresentano una straordinaria occasione per costruire un sistema nel quale
servizi sociali e servizi sanitari parlino finalmente la stessa lingua.
Perché una persona fragile non ha bisogno di uffici che si rimpallano le competenze. Ha
bisogno di trovare una comunità capace di accompagnarla. Questo sarà il nostro metodo.
Fare rete.
Mettere insieme istituzioni, ASL, associazioni, volontariato e terzo settore. Perché nessuno
può affrontare da solo sfide così complesse. Una comunità forte è quella che sa prendersi
cura delle proprie fragilità.
Una comunità che guarda al futuro deve anche avere il coraggio di investire nelle nuove
generazioni. Per questo la scuola rappresenta una delle priorità del nostro mandato.
Ogni volta che entriamo in una scuola non entriamo semplicemente in un edificio pubblico.
Entriamo nel luogo dove si costruisce il futuro della città.
Continueremo a investire negli asili nido, nell’edilizia scolastica, nella sicurezza degli
edifici, nel diritto allo studio, nel trasporto scolastico, nei centri estivi e nei servizi educativi.
Perché sostenere una famiglia significa anche permettere ai genitori di lavorare con
serenità.
La scuola è il mondo dei giovani.
E permettetemi di dire una cosa che considero fondamentale. Il successo di questa
amministrazione non si misurerà dal numero dei turisti che arriveranno. Si misurerà anche
dal numero dei giovani che sceglieranno di restare. Che sceglieranno di costruire qui la
propria vita. Che troveranno qui opportunità di lavoro, di formazione, di impresa.
Una città che perde i propri giovani perde lentamente anche la propria anima.
Per questo vogliamo creare spazi dove possano esprimere talento, creatività e
partecipazione. Vogliamo rafforzare il dialogo con l’università. Con il sistema della
formazione. Con il mondo delle imprese. Con le associazioni. Perché nessun ragazzo
debba pensare che l’unico modo per realizzare il proprio futuro sia lasciare Viareggio.
Allo stesso tempo vogliamo investire sul benessere psicologico, sulla prevenzione del
disagio, sulla partecipazione attiva e sul protagonismo delle nuove generazioni.
I giovani sono il futuro. E non c’è futuro senza tutela dell’ambiente. I cambiamenti
climatici sono una ormai una realtà del presente.

Difendere l’ambiente significa difendere il lavoro, il turismo, la sicurezza delle famiglie, la
salute delle persone, il futuro dei nostri figli.
Per questo lavoreremo affinché Viareggio sia protagonista delle politiche di adattamento
climatico, della tutela della costa, della rigenerazione del verde urbano,
dell’efficientamento energetico degli edifici pubblici e della mobilità sostenibile.
All’interno di questa visione c’è Torre del Lago. Non una semplice frazione, ma una parte
fondamentale dell’identità di Viareggio. Torre del Lago è Puccini. È il lago. È il Parco. È la
natura. È una comunità con una storia forte e con esigenze specifiche. Merita attenzione,
ascolto e investimenti: una strategia capace di valorizzarne la vocazione culturale, turistica
e ambientale.
Così come ogni quartiere della nostra città merita di essere ascoltato non soltanto quando
emerge un problema, ma nella costruzione quotidiana delle scelte amministrative. Per
questo la partecipazione sarà uno dei pilastri del nostro metodo di governo. Ascoltare non
significa rinunciare a decidere. Significa decidere meglio.
Vorrei dire una parola anche sulla cultura. Viareggio non può considerarla un semplice
settore amministrativo. La cultura è ciò che racconta chi siamo. È il Carnevale. È il Festival
Pucciniano. È la nostra tradizione artistica. È la capacità di trasformare la creatività in
economia, lavoro e sviluppo.
Investire nella cultura significa investire nella qualità della vita. Significa educare. Creare
opportunità. Significa rendere Viareggio ancora più riconoscibile nel mondo.
Accanto alla cultura c’è lo sport. Non soltanto come competizione, ma come
educazione, salute, inclusione. Come luogo dove si imparano il rispetto delle regole, il
sacrificio e il valore della squadra.
Nel nostro programma grande spazio è riservato ai lavori negli impianti sportivi, ai rapporti
con le società che ogni giorno lavorano con migliaia di ragazzi e in una città capace di
ospitare grandi eventi nazionali e internazionali.
Lo sport, come la cultura, non è un costo. È un investimento sulla comunità.

In questi giorni molti mi hanno chiesto quale sarà il tratto distintivo della nostra
amministrazione Ho riflettuto molto su questa domanda. E credo che la risposta sia una
sola: il cuore.
Vorrei che tra cinque anni questa Amministrazione fosse ricordata non soltanto per le
opere che avrà realizzato ma per il modo in cui avrà governato.
Per il rispetto con cui avrà trattato le persone. Per la serietà con cui avrà amministrato le
risorse pubbliche. Per il coraggio di decidere. E permettetemi, infine, un pensiero personale.
Sono nata e cresciuta in questa città. Qui ho costruito la mia vita. Qui ho imparato cosa
significa il valore del lavoro, della solidarietà, dell’impegno civile.
Viareggio è una città complessa. Orgogliosa, che non si è mai sottratta alle sfide. Una città
che conosce il valore del lavoro, della solidarietà e della libertà.
Ed è a questa comunità che oggi mi rivolgo con emozione, con senso delle istituzioni e con la piena consapevolezza della responsabilità che mi è stata affidata. Un onore porta con sé un dovere ancora più grande: il dovere di servire una comunità.
Il dovere di ascoltarla, comprenderla, accompagnarla nelle sue trasformazioni.
Non vi prometto che non commetteremo errori.
Vi prometto però una cosa. Che ogni scelta sarà guidata esclusivamente dall’interesse
della nostra città. Che ogni decisione sarà presa con coscienza. Che ogni giorno
metteremo il massimo dell’impegno, della serietà e della passione.
Noi non ereditiamo semplicemente una città. Riceviamo una comunità.
E abbiamo il dovere di consegnarla a chi verrà dopo di noi più forte, più giusta, più bella,
più sicura e più capace di affrontare il futuro. Questa è la responsabilità che oggi
assumiamo.
Con umiltà. Con determinazione. Con spirito di servizio.
Da questo momento non esiste più il tempo della campagna elettorale. Comincia il tempo
del lavoro.
Ed è il tempo che preferisco.
Grazie”.

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