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Viareggio, la lunga giornata del consiglio comunale tra votazioni nulle e polemiche

Un consiglio comunale praticamente ‘dimezzato’. È stato quello di ieri, giovedì 16 aprile, il consiglio comunale andato in scena a Viareggio dove si votavano le controdeduzioni al piano strutturale. Una giornata nata ‘storta’ dato che, dopo le polemiche dei giorni scorsi dove si sottolineava la non impellenza di andare a votare un piano strutturale la cui scadenza era fissata per luglio 2027 e lasciarlo di conseguenza alla prossima giunta, tra il 14 e 15 aprile erano arrivate le annunciate defezioni di 8 consiglieri comunali: 4 del gruppo misto e 4 della coalizione di centrosinistra.
Poi durante la giornata è successo un po’ di tutto. Prima uno stop dopo varie votazioni perché Maria Domenica Pacchini, consigliera di minoranza ed ex segretaria comunale della Lega, ha fatto notare che si era votato nonostante mancasse il necessario quorum della metà più uno – ricevendo una risposta stizzita del sindaco Giorgio Del Ghingaro: “Lei è qui a fare anche il notaio, mi sembra di capire” – poi un attacco all’opposizione da parte dello stesso cittadino fatto davanti alle telecamere di 50 Canale, appena arrivate sul posto, nel quale aveva dato tacciato di “irresponsabilità” i consiglieri del Partito Democratico che avevano a loro volta risposto che “Per il PD il principio di legalità non è negoziabile” aggiungendo che “Il consiglio comunale è stato gettato nel caos per un atto illegale e irresponsabile”.
Se le votazioni sono poi riprese e arrivate fino a fine giornata, la protagonista del giorno è stata sicuramente Pacchini che ha sollevato la questione del non quorum, sul quale nessuno sembrava se ne fosse accorto.
“In apertura del consiglio comunale, ho premesso che non avrei partecipato se la mia presenza avesse garantito il numero legale per lo svolgimento dello stesso – precisa Pacchini – e infatti quando questo si è verificato per alcuni punti della discussione ho sollevato il dubbio, chiedendo una sospensione per procedere ad una verifica tramite appello, di cui mi riservo fare ulteriore verifica, ma ho comunque sempre assicurato la mia presenza a tutte le commissioni”.
Oltre a ricordare che all’ordine del giorno viene chiesta l’approvazione delle controdeduzioni “nonostante si vada a nuove elezioni, per cui siamo tenuti ad approvare solo atti essenziali e indifferibili”, Pacchini pone alcuni quesiti, partendo dal fatto che il 30 luglio 2025 il consiglio comunale ha adottato il piano strutturale.
“Mi chiedo per quale motivo. Che cosa ha determinato un così inopportuno ritardo? – osserva Pacchini – Mi chiedo per quale motivo, pur sapendo che non sarà possibile approvare il piano strutturale per una questione di logica tempistica, ci sia questa determinazione a dover approvare le controdeduzioni analizzate in più giorni dalla Commissione urbanistica nel mese di febbraio, seppure il piano non potrà essere approvato da questa amministrazione uscente. Soprattutto, mi chiedo come mai ci ritroviamo a questo punto, nonostante siano stati spesi 169.318,19 euro del bilancio di previsione 2022-2024. Si può negare che questo sia un atto politico? I piani urbanistici sono atti politici di un’amministrazione, che probabilmente non dovrebbero essere portati al voto nei 45 giorni prima delle elezioni, questione sollevata anche da altri gruppi dell’opposizione”.

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